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Verso il 4 marzo: le schede
elettorali per Camera,
Senato e Regione

Pubblicate questa mattina sul sito della Prefettura di Cremona le schede per le elezioni di Camera, Senato e per il rinnovo del consiglio regionale lombardo. Colore giallo per il Senato, rosa per la Camera dei Deputati, verde per la Regione.

Sia per l’elezione della Camera sia per quella del Senato, c’è un’unica scheda per l’assegnazione del seggio uninominale e per la distribuzione dei seggi plurinominali. Per non sbagliare è sufficiente tracciare un segno sul simbolo del partito prescelto.
Esistono, tuttavia, altre combinazioni valide per votare. La prima: si può tracciare un segno sul rettangolo contenente il candidato del collegio uninominale e un segno sul contrassegno della lista prescelta purché sia collegata al primo, perché non è ammesso il voto disgiunto.

Il voto espresso è valido anche se l’elettore traccia un segno soltanto sul nome del candidato all’uninominale: in questo caso, il voto si trasferisce anche alla lista plurinominale che lo sostiene, se è una soltanto, oppure è ripartito in proporzione ai voti ottenuti dalle liste che lo sostengono. Il legislatore ha messo in conto anche il caso limite di due segni tracciati uno sul contrassegno di partito prescelto e l’altro sulla lista plurinominale dei candidati del medesimo partito: il voto è comunque valido e si trasferisce al candidato uninominale collegato.
Le preferenze non sono previste, perciò sulla scheda non bisogna scrivere alcun nome.

SENATO UNI E PLURINOMINALE  COLLEGIO 17

SENATO UNI E PLURINOMINALE  COLLEGIO 18

CAMERA UNI E PLURINOMINALE – 4

CAMERA UNI E PLURINOMINALE – 5

CONSIGLIO REGIONALE

 

 

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Commenti
  • Sorcio Verde

    Perché nella scheda delle regionali mancano dei simboli?

    • Cremonaoggi

      La scheda non ancora definitiva pubblicata per errore è stata sostituita

      • Sorcio Verde

        Perfetto grazie, precisissimi su tutto allora.

  • Mirko

    Quali?

    • Sorcio Verde

      Nell’ordine : Fratelli d’Italia, Noi per l’Italia, Lega. Evidentemente il o la giornalista che ha scritto l’articolo è di parte.(quelli di Gori ci sono tutti…precisissimi…)