Cronaca
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Il futuro Conad innesca il dibattito su edilizia: 'Paesaggio può essere innovato'

Rimandata la commissione Paesaggio che oggi avrebbe dovuto esaminare il progetto del nuovo Conad di via Giordano. Sembra inoltre che i tecnici della società che sta eseguendo la progettazione del nuovo insediamento non abbiano mai eseguito le simulazioni di traffico, richieste invece dagli uffici della Mobilità del Comune e necessari per avere il via libera definitivo. Inoltre l’ingresso al parcheggio della media distribuzione da via Mosa e l’uscita nella stretta via Ratti non viene ritenuto abbastanza sicuro dai tecnici comunali.

Nel frattempo arriva la riposta dell’assessore all’Area Vasta e patrimonio Andrea Virgilio all’intervista rilasciata dal presidente della commissione paesaggio Massimo Terzi, ieri 18 giugno.

“Il tema del paesaggio è fondamentale e la sua tutela comporta prima di tutto l’esigenza di rinnovare la città in modo compatibile e la consapevolezza che la compatibilità prevede visioni, culture, sensibilità diverse. Ci dev’essere l’attenzione al paesaggio ma anche la tensione ad accompagnare a nuovi paesaggi come esito della trasformazione di una città. Oggi abbiamo una grande opportunità: la mancanza di quell’impeto edificatorio che ha caratterizzato la fine del vecchio e l’inizio del nuovo secolo e che ha generato un disorientamento diffuso fra tutti gli attori coinvolti (enti locali, professionisti, imprese) ci offre la possibilità di un approccio più riflessivo e forse più attento al tema della qualità.
Le istituzioni sono chiamate a collaborare e soprattutto a sostenere il progettista: andare nella stessa direzione significa essere accomunati dal valore del progetto, dalla conservazione della qualità del paesaggio ma anche della sua necessaria innovazione.
La dialettica che può emergere nel rapporto fra operatori, amministrazioni, sovrintendenza, fra operatore e commissioni paesaggio, va pertanto incoraggiata e valorizzata.

In base all’esperienza di questi anni, ho potuto constatare l’importanza di accompagnare l’operatore privato a una maggiore qualità del progetto; in altri casi, il soggetto pubblico ha beneficiato delle diverse interpretazioni fornite dall’operatore privato, scoprendo una lettura inedita di un contesto, in grado di mettere in discussione anche interpretazioni rigide e consolidate.

A Cremona e così in generale nelle città, abbiamo bisogno di un piano delle regole flessibile. Ritengo positive le previsioni dell’attuale PGT, che era stato promosso dalla precedente giunta; altrettanto significativo è il nostro tentativo di incrementare la flessibilità degli interventi, grazie alla nostra variante in fase di approvazione. Questo approccio deve liberare l’operatore dai vincoli e deve liberare anche una capacità creativa, che consenta di tenere conto della concretezza delle esigenze e delle nuove normative in ambito edilizio.

Spesso nelle città si genera un contrasto fortemente ideologico fra tradizione e innovazione. In realtà, l’elemento centrale dev’essere la qualità del progetto e la sua armonia con il contesto.
L’attualità della tradizione non significa ripetizione senza anima e pedissequa di una modalità costruttiva, significa avere la consapevolezza di partire da quelle tradizioni per trarne il meglio, per farne elemento di caratterizzazione e anche di analisi critica del proprio progetto.

Questo vale, per esempio, anche in relazione ad opere di architettura contemporanea. Infatti, se si dimostra che c’è una stretta relazione con la tradizione, perché un progetto inedito non dovrebbe aver spazio per affermarsi nel paesaggio, per poter suggerire una lettura differente di quel contesto?

Una città che si trasforma deve affrontare il rapporto con la contemporaneità e con le nuove esigenze. Ogni studio, ogni sguardo nuovo indirizzato sempre alla qualità del progetto è un rapporto di valore: il compito degli enti pubblici non può essere quello di depositari della verità con la penna rossa. Le istituzioni, infatti, hanno il dovere di favorire il paesaggio e, perché no, anche nuovi paesaggi di qualità, dentro quella filosofia di trasformazione compatibile sollecitata dalla stessa Comunità Europea”

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