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Coppia gay,
a Cremona negato
il riconoscimento del figlio

No del comune di Cremona alla richiesta di una coppia omosessuale, di trascrivere presso l’anagrafe cittadina lo stato di co-genitorialità nei confronti del figlio di un membro della coppia, al contrario di quanto fatto invece la collega di Crema, Stefania Bonaldi, che ha già riconosciuto lo stato di co-genitori a due coppie, una di donne e una di uomini.

La vicenda, su cui il Comune mantiene il massimo riserbo e che si limita a confermare, risale ad almeno una settimana fa e non sarebbe l’unico caso di diniego presso il comune di Cremona.

Due le motivazioni fornite dallo staff del sindaco Gianluca Galimberti: il primo cittadino, in quanto ufficiale di stato civile risponde alle leggi dello Stato, che attualmente non consente ad una coppia formata da individui dello stesso sesso la registrazione all’anagrafe di un figlio. Indipendentemente dalla giurisprudenza e dai pareri anche contrastanti esprissi dai giudici su casi analoghi che si sono presentati in Italia, dunque è questo l’orientamento scelto dal primo cittadino di Cremona.

C’è però anche un altro motivo di ordine ‘personale’, addotto dal primo cittadino: ossia la volontà di non creare un precedente che potrebbe aprire le porte ad altre richieste che per sua sensibilità personale, il sindaco riterrebbe inaccettabili.

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Commenti
  • Roberto

    Concordo con il Sindaco

  • Andrea Ferrari

    Il matrimonio fra due persone è da ritenersi tale se è finalizzato alla procreazione di una nuova persona che non è altro che la fusione fisica e mentale delle due persone che l’hanno generata.
    Lo dice il Sacro Vangelo e viene condiviso da tutti coloro che nella loro vita usano prima dei loro interessi il buon senso e la natura che li compone.
    Chi compie o agevola queste Unioni legalizzandole confondendole come MATRIMONI compie un sacrilegio contro Dio e contro la stessa Natura che sta alla base del nostro concepimento esistenziale, Per me.

    • ciclo-pe

      La sua posizione è rispettabilissima ma per favore non confonda la Bibbia con il Catechismo cattolico, grazie. Altra considerazione, non potrebbe essere che in uno stato laico e moderno le norme che regolano le nostre vite non si riaffacciano necessariamente a testi scritti venti secoli fa?

    • Andrea

      Scusami, io sono italiano ma non credo in Dio, e non mi risulta che sia la chiesa a decidere che leggi approvare, ma la politica. Non vedo perchè un TUO personale pensiero religioso debba in qualche modo influenzare le scelte politiche che regolano anche la MIA vita. La religione la potete professare in chiesa, del Sacro Vangelo a me non interessa proprio nulla come ad un sacco di altra gente (e siamo in rapida crescita). E poi esistono anche i matrimoni civili, quindi il tuo intero discorso ha poco senso.

  • Ilaria Ferrari

    Qualcosa mi sfugge…in ogni caso il bimbo continuerà a vivere con entrambi e dal punto di vista logico non cambia nulla. Si tratta solo di ufficializzare una situazione famigliare che già esiste in modo da rendere più semplice la vita del minore di fronte alle burocrazie e formalità.
    Ma poi non creare precedenti in che senso? Famiglie con questa composizione già ci sono a bizzeffe e quindi?
    Se due persone sono in grado di fornire al minore tutti gli strumenti per crescere bene di cosa stiamo parlando? Forse di giudizi e di paure che oggi non hanno più senso di essere. Vietare non serve a fermare l evoluzione del mondo.

    • Roberto

      Se questa sarà l’evoluzione, preferisco ancora i dinosauri

    • Flaviobg

      Forti quelli che mettono di mezzo la religione . Siamo uno stato laico e si devono fare i diritti visto che si pagano le tasse . E poi chi parla ” lo dice il vangelo ” sempre se lo dice , lo do si comportano secondo la bibbia e il vangelo ?

  • ciclo-pe

    Il sindaco dovrebbe essere il sindaco di tutti i cittadini e tenere le proprie idee religiose per se, idee che in uno stato laico ovviamente ognuno può liberamente manifestare, sostenere e diffondere ma che altrettanto ovviamente, se si hanno ruoli istituzionali, non possono entrare in conflitto con le leggi che lo stato si è dato. Se il sindaco ritiene che le norme vigenti non gli consentono questa registrazione faccia quello che ritiene giusto ma per favore lasci da parte le proprie convinzioni religiose. Magari se ha un po di tempo si legga la storia dei Valdesi in Italia a cui furono negati i diritti civili fino al 1848.

  • Mario Rossi SV

    Gli arcobaleni stanno in cielo e si dissolvono in fretta…

    • Andrea

      https://it.wikipedia.org/wiki/Omogenitorialit%C3%A0

      Chiedete studi sull’effetto dei decibel sul battistero ma per questioni così importanti vi affidate a frasi banali che esprimono il vostro tempo. Davvero non vi rendete conto di quello che siete =)

  • Mirko

    Per come la vedo io meglio due uomini o due donne che un padre e una madre disgraziati

  • Franco Ferrari

    Non condivido, ma accetto la motivazione legale del diniego. Sarebbe ora che la politica facesse chiarezza in questa delicata materia, togliendo la discrezionalità ai sindaci con una legge nazionale.
    Quelle che non posso condividere sono le motivazioni di ordine “personale”. Un pubblico ufficiale deve attenersi alle leggi e lasciare da parte la propria sensibilità.

  • viviana

    C’è però anche un altro motivo di ordine ‘personale’, addotto dal primo cittadino: ossia la volontà di non creare un precedente che potrebbe aprire le porte ad altre richieste che per sua sensibilità personale, il sindaco riterrebbe inaccettabili.
    Quest’ultima frase mi lascia veramente perplessa credo che un sindaco non operi a titolo personale ma con un mandato dei cittadini, anche i non cattolici, soprattutto i non cattolici vista la laicità dello stato