Un commento

1935, quando
la Snum era ancora
'Sanum'

La decisione della Commissione Paesaggio di bocciare il progetto della Conad sull’area ex Snum riporta l’attenzione su una delle poche vestigia della Cremona fortificata, ma anche sull’edificio risalente agli anni del Ventennio fascista che probabilmente, al pari di molti altri esempi in centro città avrebbe meritato  una valorizzazione, più che una demolizione. L’area venne ceduta dal Comune alla Sanum (società anonima nettezza urbana moderna) a metà degli anni Trenta, a seguito di una proposta per l’epoca innovativa di gestione dei rifiuti urbani. Per la prima volta infatti, si parlava di recipienti collettivi da distribuire in ciascun edificio, che i cremonesi avrebbero noleggiato e che la società si impegnava a ritirare e a pulire a scadenze prefissate. Venne così realizzata questa piattaforma per il deposito e il trattamento dei rifiuti,  in un lotto che poggiava sulle vecchie mura, come le abitazioni che qualche decennio dopo sarebbero sorte lungo via Cadore, occultando definitivamente la memoria storica. La gestione Sanum, che si affidava ad una tecnologia Fiat per gli impianti, durò attraverso una controllata fino al 1964, quando il consiglio comunale decise di gestire in proprio raccolta e smaltimento e nacque la Snum.

Ora, con i lavori propedeutici del supermercato, quel piccolo tratto di mura che è venuto allo scoperto e la piattaforma sottostante di epoca spagnola, sono tornate alla luce e questa può essere una grande occasione di riscoperta. Del resto la Soprintendenza ha rilasciato dopo un lungo iter parere positivo al progetto solo dopo aver imposto la salvaguarda dei manufatti storici e la loro visibilità. Peraltro le mura sarebbero tuttora di proprietà del Comune, visto che la vandita, avvenuta nel 2007, escludeva i reliquati rinascimentali, confermandone la valenza quale patrimonio della collettività. Il Comune incassò poco meno di due milioni di euro. La destinazione all’epoca era residenziale.

Resta da capire se la bocciatura della commissione Paesaggio sia dovuta al destino che toccherà alla parte più esterna verso porta Mosa dell’edificio, quella parte dal contorno arrotondato che ricorda altri edifici realizzati dagli architetti di epoca fascista, ad esempio le Colonie Padane di Carlo Gaudenzi. Che sia proprio quest’ultimo il progettista dell’ex Snum?

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Commenti
  • Mario Rossi SV

    Vorrei capire chi ha scritto questo articolo, in cui si loda un improbabile architettura da valorizzare degna solo di una discarica quale era.