Un commento

Cremona Musica,
l'edizione 2018
chiude in crescita

Cala il sipario sull’edizione 2018 di Cremona Musica, la più importante fiera al mondo per gli strumenti musicali d’alto artigianato, che ha fatto registrare un aumento di visitatori rispetto allo scorso anno. Nei giorni di fiera i corridoi dei padiglioni sono stati percorsi da diverse migliaia di visitatori, provenienti da tutto il mondo, accorsi per conoscere il meglio della liuteria cremonese e internazionale. La fiera cremonese si conferma un pilastro per il mercato degli strumenti musicali, un mercato in crescita, come testimoniano i dati dell’Osservatorio 2018, il report presentato in anteprima oggi proprio a Cremona Musica, e realizzato da Dismamusica in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano e la Camera di Commercio di Cremona.

L’edizione 2018 ha visto fra le sue novità più apprezzate anche la nuova disposizione delle aree espositive: Piano Experience è stato riorganizzato dedicando ad ogni produttore una sala indipendente, in modo da garantire una migliore qualità dell’ascolto. In questo modo è stato possibile accogliere più comodamente gli espositori e gli eventi di Mondomusica (archi), Cremona Winds (fiati), Acoustic Guitar Show (chitarre), e Accordion Show, il nuovo spazio dedicato alle fisarmoniche, che quest’anno ha portato a Cremona i migliori strumenti dei musei di Castelfidardo e Stradella, centri di eccellenza a livello internazionale, affermandosi come punto di riferimento fieristico del settore.

Nell’ultima giornata di Cremona Musica si sono tenute le ultime premiazioni dei Cremona Musica Awards, con il liutaio di chitarre tedesco Hermann Hauser III che la mattina ha ricevuto il riconoscimento nella categoria “liuteria”, mentre in chiusura della fiera sono stati premiati Giya Kancheli (categoria composizione) e Valery Gergiev (categoria performance – direzione d’orchestra).

Il direttore d’orchestra russo, che non è riuscito ad essere presente a causa di un problema dell’ultima ora, ha salutato il pubblico in sala con un video-messaggio in cui ringrazia l’organizzazione e promette che verrà presto ad esibirsi a Cremona. Alessandro Stella e George Vatchnadze hanno omaggiato l’opera di Kancheli suonando otto delle sue “Miniature” per pianoforte solo. Il compositore georgiano ha poi ringraziato il pubblico e ha raccontato un aneddoto della sua vita, legato all’Italia e alla sua tradizione musicale: “Ricordo che 25-30 anni fa incontrai a Tbilisi lo sceneggiatore Tonino Guerra, e gli consegnai i vinili della mia quarta e quinta Sinfonia e gli chiesi di bruciarli e spargerne le ceneri sulla tomba di Nino Rota. Sono felice di essere in questo paese incredibile e in una città così straordinaria”.

Come nei primi due giorni di fiera, anche oggi Cremona Musica ha ospitato numerosi eventi dal vivo, come i recital dei pianisti Vovka Ashkenazy, Giovanni Bellucci, Vanessa Benelli Mosell, Louis Lortie, Alvaro Siviero, George Vatchnadze e del The Pianos Trio. Molti anche i concerti dedicati al mondo dei fiati, con il cornista Nilo Caracristi, il clarinettista Piero Vincenti e il flautista Francesco Loi, oltre alla seconda giornata della rassegna bandistica, novità di questa edizione.

Il giardino di Cremona Musica è stato animato da Corde & Voci d’Autore, una rassegna per cantautori-chitarristi che ha visto durante la mattinata alternarsi sul palco alcuni dei più promettenti artisti emergenti, mentre nel pomeriggio sono stati protagonisti musicisti affermati del calibro di Mirkoeilcane, Andrea Rivera, Luigi “Grechi” De Gregori, Marco Pandolfi e Andrea Tarquini. Molta musica dal vivo anche nell’Accordion Show, dove Riccardo Tesi si è esibito all’organetto durante la presentazione della biografia a lui dedicata, dal titolo “Una vita a bottoni”.

L’edizione 2018 di Cremona Musica ha accolto 320 espositori da tutto il mondo (52% esteri), che hanno riempito i padiglioni con oltre 5000 prodotti. I più di 160 eventi che si sono svolti nei tre giorni hanno portato a Cremona circa 400 artisti.

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Commenti
  • Illuminatus

    …e sempre meno liutai. E le ragioni ci sono.