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Aspetta 12enne mentre va
a scuola e la molesta. Autista
di scuolabus a processo

Violenza sessuale aggravata. Questa l’accusa di cui un autista di scuolabus di un paese del cremasco deve rispondere davanti al collegio composto dal presidente Francesco Sora con a latere i colleghi Giulia Masci e Chiara Tagliaferri. Presunta vittima, una 12enne cremasca, oggetto delle avances dell’imputato che le avrebbe chiesto baci, abbracciata e palpeggiata sui glutei. La ragazza, oggi 14enne, si è costituita parte civile insieme ai genitori.

I fatti si riferiscono al periodo tra ottobre e dicembre del 2016. Il 14 dicembre di quell’anno la giovane, che frequentava le scuole medie, si era confidata con la sua insegnante alla quale aveva raccontato che mentre andava a scuola in bicicletta veniva reiteratamente fermata, molestata, disturbata e toccata dall’autista del pulmino che accompagnava gli studenti a lezione.

Quelle confidenze, l’insegnante le aveva riferite ai genitori della ragazza. “Era già da un po’ di tempo che era restia ad andare a scuola da sola”, ha detto oggi in aula il padre della minore. “Mia figlia mi ha poi raccontato che l’autista dello scuolabus l’aspettava tra casa e scuola. Era fermo con il pulmino vuoto, scendeva e attendeva che lei arrivasse. Poi la invitava a uscire, l’ha abbracciata, le ha chiesto di dargli un bacio e in un’occasione le ha messo una mano sul sedere”. “Era molto preoccupata e turbata da quelle attenzioni”, ha ricordato il padre della ragazzina. “Mia figlia ha riferito tutto con molta difficoltà e si è anche messa a piangere. A gennaio, per due volte è stata accompagnata al pronto soccorso per attacchi di panico. Poi quando si è liberata da questo peso è riuscita a scrivere un diario”. Alcune delle pagine di questo scritto sono state prodotte oggi dal pm Francesco Messina. “Qualche giorno dopo i fatti”, ha raccontato ancora il padre, “sono andato a parlare con l’autista. Gli ho detto che era inconcepibile ciò che era successo e che doveva lasciarla in pace, ma lui ha negato tutto”.

“Non ho mai fatto avances a questa ragazzina”, ha ribadito oggi in aula l’imputato, sposato e padre di una bimba piccola. “Non sapevo neanche chi fosse. Quando me l’hanno indicata, l’ho ricordata in quanto 15 giorni prima l’avevo vista fumare e l’avevo ripresa dicendole di buttare via quella m…”.

Di quanto accaduto, oltre all’insegnante e ai genitori, era al corrente anche un’amichetta della presunta vittima e un’altra ragazzina. Anche quest’ultima avrebbe ricevuto attenzioni particolari da parte dell’imputato. Lo ha raccontato ai giudici l’insegnante con la quale la compagna della 12enne si era confidata. “Mi ha parlato di incontri in paese più o meno casuali e di messaggi sul cellulare dal contenuto abbastanza esplicito”. “Le aveva scritto ti amo e inviti sessuali per portarla a letto”, ha ricordato l’insegnante, che ha detto di essere rimasta piuttosto sconcertata dal commento che le aveva fatto l’alunna: ‘Lui mi ama ma io sono giovane e ho diritto di farmi la mia vita’. Quei messaggi, però, non ci sono più. “Il cellulare, alla mia alunna”, ha raccontato l’insegnante, “gliel’aveva preso la sorella per tenerlo sotto controllo, e successivamente mi è stato detto che i messaggi erano stati cancellati”.

In contemporanea con l’amica, anche la 12enne presunta vittima delle molestie aveva chiesto di parlare con la sua insegnante. “E’ successo il 14 dicembre prima che iniziassero le lezioni”, ha raccontato oggi la donna. “Mi ha detto di essere stata importunata dall’autista dello scuolabus che l’aveva invitata a salire sul pulmino, le aveva fatto apprezzamenti e le aveva toccato il sedere. Era molto agitata, preoccupata. Si vedeva che voleva togliersi un peso”. La notizia si era presto sparsa in tutta la scuola. “Quando era venuto a prendere i ragazzi”, ha ricordato l’insegnante, “l’autista ha detto che lui non aveva fatto nulla e che si erano inventate tutte quelle cose perché lui le aveva sorprese a fumare. Poi ho saputo che l’avevano sospeso”.

Poteva, l’autista, con il percorso programmato e i ragazzi da accompagnare a scuola avere il tempo di fermarsi ad aspettare la ragazzina con il pulmino vuoto? No, secondo la difesa, che intende anche dimostrare che l’uomo non avrebbe mai potuto essere solo. Sul mezzo, infatti, insieme all’autista viaggiavano anche degli assistenti. “Tranne il sabato”, ha però tenuto a precisare uno dei testimoni, “perché quel giorno non c’è la scuola dell’infanzia”. Per l’accusa, la 12enne sarebbe stata fermata proprio il sabato. “Sono sicuro”, ha detto il padre, “perché era il giorno in cui aveva palestra e con sé aveva la sacca da ginnastica”.

L’udienza è stata aggiornata al prossimo 15 gennaio. Prima di emettere la sentenza, il collegio ha ritenuto necessario ascoltare anche la testimonianza dell’amichetta con la quale la presunta vittima si era confidata.

Sara Pizzorni

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