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Ignoto benefattore dona
casa rifugio all'associazione
donne antiviolenza

E’ una casa protetta, senza indirizzo e quindi si tratta di un luogo segreto, che un benefattore uomo ha donato all’associazione Aida (associazione incontro donne antiviolenza, ndr) per tutte quelle donne che lì devono ricominciare a vivere e a rifarsi una vita con i loro figli dopo le violenze e gli abusi subiti dai partner o dagli ex. Un luogo in cui intraprendere un percorso di allontanamento emotivo e materiale dalla relazione violenta e ricostruire con serenità la propria autonomia. La casa rifugio gestita dall’associazione grazie ai contributi della regione Lombardia e alla tanta sensibilità dei cremonesi è stata sistemata ed ora resta un piccolo rustico: per sistemarlo servono 30mila euro, e il club di donne cremonesi Tiaso, presieduto da Nella Martone, grazie a un mercatino di vintage organizzato da tutte le socie durante la festa del volontariato, ha raccolto 2.500 euro che ha consegnato alla presidente di Aida Monica Pedroni. Un contributo importante, che va a far parte di quel tesoretto che permetterà a casa Aida di essere completamente ristrutturata. I primi nuclei famigliari ad essere accolti risalgono ad aprile. Una delle donne che ha subito violenza è uscita proprio oggi e, di solito, qui giungono donne da altre province per rendere difficile il reperimento da parte dei maltrattanti. Casa Aida ha otto posti letto, un orto e un giardino. Le donne che hanno subito violenza ci restano da 6 mesi a un anno. Sono molte le donne che subiscono violenza e Aida nasce come sportello di ascolto in via Palestro: solo quest’anno sono state ascoltate una settantina di donne, nella maggioranza dei casi italiane con un’età che va dai 30 ai 60 anni e molte delle quali con bambini piccoli.

Silvia Galli

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