Un commento

Corpus Domini fruibile. Lavori
dei volontari nel calendario
di Progetto Rinascimento

Domenica 4 novembre alle 17  presso la libreria del Convegno in corso Campi verrà presentato il calendario  2019 realizzato dalla onlus Cremona Progetto Rinascimento che illustra l’attività di volontariato svolta dall’associazione nel corso di quest’anno per rendere fruibili alcuni spazi dell’ex caserma Sagramoso, ex convento del Corpus Domini. “Questa complessa opera .- spiega il presidente Angelo Garioni – è stata condotta grazie all’interessamento dell’Amministrazione Comunale e dell’assessore Andrea Virgilio e di tutti i dipendenti comunali che ci hanno sempre aiutato. Tra l’altro quest’anno ricordiamo l’anniversario dei 150 anni della morte di Banca Maria Visconti, la fondatrice del Corpus Domini. Alla realizzazione delle fotografie che compongono il calendario, hanno partecipato attivamente i membri del Gruppo fotografico A.D.A.F.A., fra i quali: Stefano Bernuzzi, Alberto Bruschi, Giuseppe Carpani, Federica Codini, Tiziana Coppetti, Vito Gerevini, Paolo Spadini, Davide Giovanni Volpi, i fotografi indipendenti Daniele Disingrini, Mauro Maffi, Andrea Bossola, Federica Lazzarini e Matteo Azzali e gli architetti Marta e Roberto Bergonzi che ne hanno curato l’edizione”.

Roberto Bergonzi racconta con entusiasmo gli ultimi mesi trascorsi nel Corpus Domini: “La voglia di ripulire questo monumento -spiega – si  è fatta strada e si alimentava ogni giorno con la nostra curiosità di scoprire cosa ci poteva essere sotto quello spesso strato di fogliame e rampicanti, il piacere di dedicare anche solo due ore al giorno per togliere con delicatezza e senza fretta ciò che si era radicato nei chiostri e che ci impediva la vista del misterioso monastero. Le pareti del monastero, come pagine di un libro, raccontano cinquecento anni di storia. Dagli intonaci affiorano tracce di storia: decori novecenteschi, graffiti, scritte militari, fori di pallottola, disegni, scritte in ebraico e in polacco a testimonianza del tempo in cui fu riutilizzato come campo per profughi in fuga dai campi nazisti. La rilettura di questi segni lasciati nel corso del tempo anche da chi, lì dentro, c’è nato, ha vissuto e ci è morto, è quasi più emozionante del contesto generale perché sono le tracce lasciate dall’uomo comune e non solo dal famoso architetto De Lera che ne ha progettato gli spazi. Questa scoperta e il timore che tutto ciò possa essere dimenticato in futuro, ci ha spinto a documentare tutti i ritrovamenti tramite un piccolo rilievo fotografico e a conservare tutti gli oggetti rinvenuti nel corso dei lavori di pulizia. Oggetti di nessun valore, dai giocattoli in plastica rotti ai vecchi bottoni alle posate arrugginite, deformate, che però hanno ancora la forza di raccontare una storia sociale di una Cremona poverissima che ci è piaciuto rispettare”.

Il calendario, che servirà per una raccolta fondi per sostenere le future azioni dell’associazione, si trova in vendita da fine ottobre nelle librerie cittadine.

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Commenti
  • giorgino carnevali

    PATRIMONIO DELL’INTERA COMUNITA’ CREMONESE. E NON SOLO!
    Se solo immagino quale opportuna valorizzazione in qualsiasi stato europeo (non parliamo poi negli States!) questo complesso avrebbe meritato, mi viene un magone grosso così. Da noi? Un semplice ma sincero bravi, bravi, da applausi ai volontari, alle lodevoli iniziative collaterali, insomma a tutto quanto riuscirà in qualche modo a “mantenere” in vita un autentico patrimonio della collettività tutta cremonese. Mai sarà mai “possibile l’impossibile”? Sinergie? Quando, quante, soprattutto ad opera di chi? Eppure non tutti la pensano così.