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Piscina, per gli utenti
del nuoto libero di male
in peggio: decine di proteste

La gestione della piscina comunale torna all’ordine del giorno, con l’incontro previsto per domani tra l’assessore Mauro Platé e i gestori di Sport Management riguardo ad una serie di lamentele giunte dagli utenti all’ufficio economato del Comune e girate anche ai consiglieri comunali.  Mail di fuoco, prevalentemente da parte di utenti del nuoto libero, quindi non affiliati ad un società sportiva, che datano dallo scorso settembre e che trattano di costi “elevati e ingiustificati”, di aria “viziata per assenza di ventilazione” e al contrario di un eccesso di umidità negli spogliatoi tanto che “ci si sente svenire”; e ancora, disponibilità di solo metà vasca nelle ore mattutine, pur non essendoci nessuno a nuotare nell’altra metà; e qualità dell’acqua “che sembra peggiorata, i costumi si rovinano in poco tempo, si avverte una alterazione alle mucose della bocca e diversi utenti hanno riscontrato l’insorgenza di reazioni allergiche”. Sono disagi, commenta la consigliera di minoranza Maria Vittoria Ceraso,  “che rappresentano violazioni di quanto previsto dalla Convenzione in essere tra il Comune e Sport Management e che mi auguro l’Assessore faccia valere domani nell’incontro previsto con il gestore.

“Ad esempio – continua Ceraso –  l’art. 11 stabilisce le tariffe applicabili dal gestore e tra le stesse non risulta la quota associativa di 23 euro per coloro che desiderano fare l’abbonamento per il nuoto libero e l’art. 48 prevede multe di 300 euro per l’applicazione di tariffe di importo superiore rispetto a quanto stabilito in Convenzione. Vorrei ricordare che Sport Management gestisce per il Comune un servizio pubblico e non può in alcun modo obbligare, chi vuole semplicemente usufruire di tale servizio, di figurare tra gli iscritti alla suddetta società e ai corsi organizzati dalla stessa richiedendo un certificato medico che è obbligatorio solo nel caso di chi si iscrive ad un corso di nuoto guidato.

La Convenzione prevede inoltre all’art. 5 bis che il gestore, negli orari stabiliti all’art. 10, deve garantire l’apertura, la chiusura e la guardiana degli impianti con controllo e gestione degli ingressi al fine di impedire l’accesso a persone non autorizzate. In che modo Sport Management garantisce tale presidio nella fascia oraria tra le 6.30 e le 8 del mattino se l’accesso rimane totalmente incustodito? Perché si obbliga chi decide di usufruire di tale fascia oraria a fare un abbonamento non essendoci la possibilità di acquisto di una singola entrata al momento dell’ingresso in quanto la biglietteria è chiusa? Perché imporre l’acquisto di un badge, anch’esso non previsto in Convenzione, tenuto conto poi che spesso i tornelli non funzionano come segnalato dagli utenti? Rispetto alla riduzione dello spazio d’acqua per chi pratica nuoto libero costretto a nuotare solo in metà piscina restando l’altra metà chiusa l’art. 10 stabilisce che la gestione del servizio deve innanzitutto perseguire la soddisfazione dell’utenza garantendo il massimo utilizzo e la fruibilità secondo i criteri dell’uso pubblico.

“Le lamentele riguardano anche il mal funzionamento dell’impianto di ventilazione documentato con foto, la gestione estiva dell’impianto, la presenza di acqua stagnante lasciata da mesi nella piscina vecchia, l’utilizzo di pitture e solventi durante gli orari di apertura al pubblico. Per quanto riguarda i lavori accessori promessi da Sport Management la stessa non ha ancora presentato uno straccio di progetto al Comune che nei giorni scorsi, è corsa ai ripari partecipando ad un bando regionale per ottenere un finanziamento da 300.000 euro per lavori di riqualificazione della struttura. E pensare che prima della firma della suddetta Convenzione avevo citato molti esempi a Giunta e maggioranza che avrebbero dovuto farli desistere dall’affidamento della nostra piscina a Sport Management per 25 anni”.

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