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In via Dante il nuovo polo
per disabilità e famiglie: Anffas
e Il Cerchio nell'ex Andreotti

Così diventeranno gli edifici di via Dante 132 nel progetto dell'arch. Michele Bianchi

Sono stati realizzati quasi 10 anni fa e da allora sono rimasti inutilizzati, finiti all’asta in seguito al fallimento delle costruzioni Andreotti. Ora i due edifici gemelli di via Dante 132 e via Angusta stanno per diventare il fulcro delle attività sociali dell’Anffas Paolo Morbi onlus e della cooperativa Il Cerchio, attiva nella consulenza famigliare. Le due realtà hanno acquistato gli immobili all’asta e a breve partiranno i lavori per insediarvi le loro attività che saranno ampliate, tanto da arrivare, a regime, ad occupare oltre 60 persone nei vari settori. A parlarcene in anteprima sono Amedeo Diotti e Alessandro Portesani, il primo presidente di Anffas,  il secondo presidente del Cerchio. La Paolo Morbi in realtà si è sdoppiata, rimanendo associazione di promozione culturale e sociale a favore dei disabili di media gravità, mentre a gestire operativamente le attività è già ora la cooperativa ‘Ventaglio Blu’. Il nuovo centro disabili, progettato dall’architetto Michele Bianchi, verrà potenziato, aggiungendo alle attività esistenti (centro socio educativo e Sfa, formazione all’autonomia), un centro specialistico per la disabilità, servizi di riabilitazione, servizi appositi per la disabilità acquisita  – questi ultimi carenti nel contesto cremonese e modellati su esempi di alta professionalità estera – infine un servizio di ‘case management’ ossia di consulenza per disabili e famiglie.

Resteranno nella attuale sede del Vecchio Passeggio (la ‘Cittadella della solidarietà’) i laboratori di Ventaglio Blu, aiuto prezioso per i portatori di disabilità e momento di integrazione con normodotati. Rispetto alle 14 figure professionali attualmente impegnate, il nuovo centro arriverà ad occupare altre 30 persone tra direttore, responsabile di sede, educatori, psicoterapeuti, psichiatri e neuropsichiatri, logopedisti, giuristi, tecnici dell’espressività ed altro. Servizi alla persona, riabilitazione e promozione dell’inclusione sociale sono gli obiettivi portanti del progetto, rivolto sia ai privati che agli enti pubblici con cui il centro potrà convenzionarsi.

“Passare da un modello di erogazione dei servizi basato sull’offerta, ad un altro che parte invece dalle esigenze delle persone”, come spiega Alessandro Portesani: questa l’idea che sta alla base del centro disabili e di quello attiguo del Cerchio, che in via Dante potenzierà le attività già in corso in via Brescia, nel campo dei servizi per la famiglia e i minori. Previsto il raddoppio dell’area di servizio, con counselling alla famiglia e alla persona, apertura di un’area per la riabilitazione ed il potenziamento cognitivi e relazionali per soggetti fragili; attività di service organizzativi e logistici a supporto dei professionisti dell’educazione. Ci sarà la possibilità di accreditamento presso Regione Lombardia come ente formativo e come consultorio privato accreditato. Attenzione particolare verrà dedicata alla diagnosi e al trattamento delle varie forme dei disturbi del comportamento, dell’attenzione e dell’iperattività, di cui soffrono sempre più bambini e che spesso vedono i genitori non adeguatamente seguiti dai servizi pubblici esistenti.

L’apertura delle due nuove sedi è prevista nell’arco di un paio d’anni. 2700 mq le superfici complessive nei due edifici, che necessitano di essere ultimati all’interno e che vedranno anche un completo restyling delle facciate, con addio alle vetrate verticali rosse che attualmente lo contraddistinguono.  g.biagi

Il progetto visto da via Dante

L’attuale situazione degli edifici in via Dante e via Angusta

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