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Poste, Cisl: 'Criticità
nella sportelleria di
proporzioni inverosimili'

Nella provincia di Cremona le criticità della cosiddetta ‘sportelleria’ sta assumendo “proporzioni vicino all’inverosimile: disservizi derivanti dalla mancanza di strumenti di lavoro (come ad esempio le semplici calcolatrici e le macchine conta soldi e per il riconoscimento banconote false), code negli uffici postali dovute alla mancanza di personale, direttori e quadri aziendali sempre più sacrificati agli sportelli, personale in ambito commerciale carente, straordinari e distacchi di persone in giro per la provincia”. E’ questa la situazione fotografata dalla Slp Cisl di Cremona e diffusa attraverso una nota che prosegue: “Se in ambito di recapito assistiamo ad una gestione più oculata, al contrario in ambito di gestione di uffici postali c’è sempre più un’assenza gestionale da parte della filiale e poco attenta alla reale situazione in essere”. I disservizi sono spesso dovuti “ai molteplici distacchi, nella apertura in ritardo degli uffici o dovuti a chiusure anticipate” proprio per procedere a questi” passaggi di mansioni”. A rendere tutto più complicato, c’è poi il fatto che “più volte al cittadino non è chiaro quello che avviene e spesso inveisce contro gli stessi operatori”.

Pur sottolineando che Poste Italiane nel recapito sta “procedendo in una direzione consona puntando su commesse e sulle politiche attive, assumendo personale e ben gestendo la situazione negli ultimi periodi, con tutte le sue difficoltà – senza tuttavia dimenticare i disastri e i disservizi del passato -”, e che in provincia “saranno previste circa 26 assunzioni di stabilizzazione di personale con contratto a termine ex CTD”, la situazione rimane critica. “A Cremona – prosegue la Slp Cisl – ci duole sottolineare che la filiale e chi la gestisce invece di abbandonarsi ad algoritmi e sofisticati programmi con statistiche parziali, dovrebbe alzare la testa e non infilarla sotto la sabbia. Se bisogna aprire gli uffici postali, servono le risorse, bisogna ‘sportellizzare’”.

Le richieste del sindacato sono semplici: “Non chiediamo molto per i lavoratori cremonesi, ma trasparenza, strumenti e risorse per sopperire anche, all’esodo massiccio di colleghi che sembrano voler scappare dall’Azienda. Noi siamo e facciamo sindacato e come sindacato responsabile siamo e saremo sempre attenti e presenti, mettendo al primo posto i lavoratori come persone e considerando sempre il lavoro come valore inalienabile”.

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