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Sciopero per il clima, tanti studenti in piazza Roma. Ma non tutte le scuole apprezzano

Fotoservizio Sessa

Non solo studenti, ma anche qualche professore, qualche Assessore (Rosita Viola, Alessia Manfredini, Maura Ruggeri) e qualche rappresentante delle associazioni che venerdì 22 marzo, daranno vita agli Stati generali dell’ambiente e della salute perché, come dice Marco Pezzoni, è bene che “siano gli studenti i protagonisti di questo cambiamento”. E in effetti la partecipazione ai giardini di piazza Roma è stata più che buona, anche se, come spiega Giulia di ‘Fridays for future’ (organizzatori dell’evento), in realtà la macchina organizzativa è partita appena una decina di giorni fa trovando risposte contrastanti da parte degli Istituti cittadini: ci sono quelli che hanno incoraggiato l’iniziativa parlandone a scuola e consentendo giustificazioni apposite, altri che al contrario hanno comunicato ai propri studenti che non avrebbero concesso il permesso d’uscita, come lamenta qualche ragazzo.

La bontà del primo approccio la si può vedere anche dalla presenza di studenti stranieri a Cremona per uno scambio (del Ghisleri, nda) che hanno saputo dell’incontro proprio a scuola, prima ancora che sui social network: sono ragazzi e ragazze canadesi, statunitensi, romeni, brasiliani e australiani, per citare solo qualche nazionalità. “E’ un argomento importante anche nel mio Paese per cui, quando il nostro professore ce ne ha parlato, mi è sembrato ovvio contribuire”, dice Veronica che è arrivata a Cremona dal Canada. Bella (USA), non si risparmia invece una frecciata al proprio Governo: “Non riconosce l’importanza della questione”.

Nessun comizio, in ogni caso, ma tanti cartelli con slogan sul clima e un’informazione verso gli studenti che è passata attraverso un contatto diretto con gruppi ristretti. “Ci siamo ritrovati – spiega ancora Giulia – per fare qualcosa per la nostra città e per far conoscere ai ragazzi l’importanza della tematica, oltre a dar modo anche ai più timidi di partecipare e di fare proposte: volevamo sensibilizzare gli studenti sul tema, anche considerato lo stato dell’inquinamento della Pianura Padana. Si tratta di un punto di inizio”.

Tra gli studenti, che abbracciano tutte le fasce d’età, dalla prima alla quinta superiore, c’è chi ha le idee chiare e chi invece ne vuole sapere di più, come Elisa dell’Einaudi, in piazza Roma con alcune compagne di classe: “Eravamo curiose, anche se non tutte le scuole appoggiano questo genere di iniziative per cui è normale che poi vale poco, invece tutti (le scuole, ma anche le istituzioni) non danno la giusta importanza”. Daniele (prima Itis meccanica) dice di “essere qui perché sono interessato all’argomento e perché sento che l’aria è irrespirabile”, mentre i suoi compagni di classe Mattia e Riccardo aggiungono: “E’ utile questo incontro per migliorare la nostra salute e perché è importante per il nostro futuro”.

Riccardo dello Stradivari (è in seconda, nda), invece, fa canottaggio e vede quotidianamente gli effetti dell’inquinamento: “Mi è sembrato giusto partecipare a questa manifestazione perché si basa su una tematica molto importante: quando faccio sport, vedo il colore dell’acqua sempre più verde e sento cattivi odori”. “E’ bello – dicono in coro Carolina, Gaia, Ottavia e Giorgia che frequentano la quarta dell’Anguissola – che studenti e giovani si facciano sentire su questo problema che incide sul nostro futuro”.

Fotoservizio Francesco Sessa

 

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