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Processo Formigoni: quelle
buste di soldi per Guarischi
e il bracciale per la Mariani

Foto Sessa (Al centro Giuseppe Lo Presti con il figlio Massimiliano e il loro legale)

E’ ripreso oggi il processo nei confronti dell’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, imputato di corruzione e turbativa d’asta nell’ambito del procedimento sul presunto giro di tangenti nella sanità che vede sotto accusa anche l’ex direttore generale dell’ospedale di Cremona Simona Mariani e l’ex direttore generale dell’assessorato alla Sanità Carlo Lucchina. Dallo scorso luglio, dopo cinque mesi di carcere, Formigoni è agli arresti domiciliari dove dovrà scontare il resto della pena (una condanna definitiva a 5 anni e dieci mesi per corruzione nel caso Maugeri–San Raffaele). Anche in questa udienza, sia Formigoni che Lucchina erano assenti. Presente solo l’imputata Mariani.

Tra i testimoni del pm Francesco Messina c’era Massimiliano Lo Presti, figlio di Giuseppe, quest’ultimo imprenditore catanese e titolare di quella che fu la Hermex Italia, azienda specializzata in macchinari ospedalieri. Nelle sue precedenti dichiarazioni, Lo Presti senior aveva raccontato di aver venduto nel 2011 all’ospedale di Cremona per otto milioni di euro l’apparecchiatura oncologica ‘Vero’, versando una tangente di 427 mila euro all’ex consigliere lombardo Massimo Gianluca Guarischi, il collettore di mazzette (a suo carico c’è una condanna definitiva a 5 anni per corruzione), e amico dell’ex governatore Roberto Formigoni, in cambio dello sblocco del finanziamento. Lo stesso imprenditore aveva detto di aver comprato con il suo denaro dei regali per conto di Guarischi all’allora direttore generale dell’ospedale di Cremona Simona Mariani: un orologio Bulgari pagato 1.770 euro e un bracciale ‘tennis’ 2.700 euro, entrambi regali per Natale del 2011 e del 2012.

Alla Hermex, il figlio di Giuseppe, Massimiliano, si occupava di coordinare le vendite. “Ho conosciuto Guarischi a fine ’95 negli ambienti di Forza Italia”, ha ricordato il testimone. “Lui era coordinatore provinciale”. Guarischi lavorava come consulente in ambito sanitario e in seguito, grazie alla conoscenza con Massimiliano, era diventato consulente della Hermex. “Guarischi”, ha ricordato Lo Presti, “aveva rapporti con i direttori generali degli ospedali e con personaggi politici. ‘Vero’ era un’apparecchiatura costosa e nessun ospedale aveva l’autonomia per acquistarlo. C’era quindi bisogno di un finanziamento, e per Cremona Guarischi si era attivato dal punto di vista politico, andando a parlare in Regione per poter verificare la possibilità di avere un finanziamento”. Durante la sua testimonianza, Massimiliano Lo Presti ha riferito di aver ritirato in un paio di occasioni delle buste destinate a Guarischi. “In un’occasione mi ero incontrato con una persona arrivata dalla Svizzera. Mi aveva dato una busta che avevo consegnato a Guarischi. Un’altra, sempre su indicazione di mio padre, ero andato a prenderla in un’azienda e l’avevo messa nel cassetto della sua scrivania”. “Il denaro contenuto in quelle buste era una somma ulteriore, rispetto alla normale retribuzione di Guarischi?”, è stata la domanda del pm. “Mio padre mi aveva detto: ‘Vai, prendi e porta’. A lui non ho mai chiesto nulla. Avevamo dei contrasti e litigavamo spesso”. Ai giudici, Lo Presti ha raccontato anche di quella volta che aveva incontrato Simona Mariani a casa di Guarischi. “Lui utilizzava la sua abitazione anche come ufficio, c’era un gran via vai. In una riunione nel periodo di Natale, presenti io e mio padre, Guarischi aveva detto che dovevamo fare un regalo alla Mariani. Era stato mio padre ad andarlo a comprare. Penso fosse un bracciale che costava 4/5mila euro”.

L’incontro Lucchina/Lo Presti ‘sponsorizzato’ dalla segreteria della presidenza di Regione Lombardia

Tra i vari testimoni sfilati oggi un aula, tra cui funzionari e dirigenti del Pirellone, anche l’allora segretaria dell’ex direttore generale dell’assessorato alla Sanità Carlo Lucchina, accusato di aver esercitato pressioni per far acquistare ‘Vero’ dall’Istituto dei Tumori di Milano, acquisto poi non andato in porto. La testimone ha confermato che nel 2011 c’era stata una richiesta di incontro tra il direttore generale Lucchina e l’imprenditore Giuseppe Lo Presti. “La richiesta di appuntamento con Lo Presti”, ha riferito la testimone, “era arrivata dalla segreteria della presidenza. Lo avevo riferito a Lucchina e all’inizio era stato fissato un appuntamento, ma poi era stato spostato”. “Non era cosa abituale che arrivassero, da parte della segreteria della presidenza, richieste di incontri di imprenditori con il direttore generale”, ha specificato la testimone, rispondendo ad una domanda del pm.

L’udienza è stata aggiornata al prossimo 10 ottobre.

Sara Pizzorni

Roberto Formigoni e Simona Mariani

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