Un commento

Lo Presti: 'Pagai per avere il
finanziamento' e 'alla Mariani
regali per conto di Guarischi'

Foto Sessa (Al centro Giuseppe Lo Presti con il figlio e il suo legale)

Si è presentato in tribunale per testimoniare accompagnato dal figlio Massimiliano, che sarà sentito la prossima udienza, e dal suo avvocato, Giuseppe Lo Presti, 72 anni, imprenditore catanese e titolare di quella che fu la Hermex Italia, azienda specializzata in macchinari ospedalieri. Lo Presti, già arrestato nell’inchiesta della procura di Milano sugli appalti truccati per cui ha patteggiato due anni e dieci mesi, è stato sentito nell’ambito del procedimento sulle presunte tangenti nella sanità che vede imputati l’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, l’ex direttore generale dell’ospedale di Cremona Simona Mariani e l’ex direttore generale dell’assessorato alla Sanità Carlo Lucchina. “Ho sbagliato”, dirà Lo Presti al termine della sua testimonianza. “E’ stato un massacro dal punto di vista economico, ma soprattutto fisico”. L’imprenditore è stato sentito relativamente alla vendita dell’apparecchiatura diagnostica lineare ‘Vero’ e in merito ai rapporti con l’ex consigliere lombardo di Forza Italia Massimo Gianluca Guarischi, condannato per corruzione in via definitiva a 5 anni, e con l’ex direttore generale dell’ospedale di Cremona Simona Mariani.

“Guarischi lo conoscevo da parecchi anni perchè era amico di mio figlio”, ha esordito il teste, che ha riferito che la sua collaborazione professionale con Guarischi era iniziata nel 2010. “All’inizio lo pagavo 5.000 euro al mese, poi 6.500 e infine 10.000 euro. Lui pensava alle strategie di mercato per la Hermex. Mi aveva riferito di avere amicizie in Regione e che avrebbe cercato di capire se ci fosse stata la possibilità di vincere qualche gara”. In aula Lo Presti ha spiegato l’importanza dell’apparecchiatura che voleva vendere all’ospedale di Cremona: “Aveva caratteristiche di unicità ed esclusività, serviva per la diagnosi e la terapia dei tumori avvalendosi di un software che va a colpire la lesione tumorale, salvaguardando i tessuti sani”. ‘Vero’ era stato fornito nel 2009 all’ospedale Sant’Anna di Como e nel 2011/2012 all’ospedale di Cremona.

Lo Presti ha raccontato che Guarischi gli aveva “chiesto soldi a conclusione di questo tipo di appalto al di fuori della sua retribuzione”. Per parlare dell’apparecchiatura, l’imprenditore catanese si era recato presso l’ospedale di Cremona dove si era incontrato prima con il primario di Radioterapia e poi con l’allora direttore generale Simona Mariani. “La Mariani mi aveva detto che l’ospedale non era in grado di far fronte alla spesa e che per comprare ‘Vero’ c’era bisogno di un finanziamento”. A suggerire una possibilità di vendita a Lo Presti era stato il suo consulente Guarischi che gli aveva detto che sarebbe stato in grado di “accelerare le cose perchè aveva amicizie in Regione e conosceva il presidente Formigoni”. Lo Presti pagherà 427.000 euro per ottenere il finanziamento e vendere ‘Vero’ all’ospedale di Cremona per otto milioni di euro. Il denaro era stato pagato a Guarischi attraverso la sua società con bonifici, assegni, 35.000 euro in contanti e con l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Lo stesso ‘modus operandi’ era stato tentato anche con l’Istituto dei Tumori di Milano, ma l’acquisto non era andato in porto.

“Con Simona Mariani c’era un rapporto esclusivamente professionale”, ha poi raccontato in aula Lo Presti. “Oltre all’ospedale di Cremona, l’ho incontrata casualmente in un bar di Milano e a casa di Guarischi”. Eppure Lo Presti, come accertato dagli inquirenti, le aveva comprato dei regali: “C’è stato un regalo a Natale nel 2011 e un altro nel Natale del 2012”, ha ammesso l’imprenditore, che però ha sottolineato che quei regali li aveva comprati con il suo denaro, ma per conto di Guarischi. “Quando mi sono presentato dalla Mariani per consegnarle i regali”, ha raccontato il testimone, “lei ha rifiutato pensando che venissero da me, ma quanto le ho detto che erano da parte di Guarischi, lei li ha accettati. Io ero solo un ambasciatore”. Si trattava di un orologio Bulgari del valore di 1.770 euro e di un bracciale modello ‘Tennis’ da 2.700 euro. Di soldi, però, Lo Presti ne aveva spesi anche per fare regali a Formigoni: “dei gemelli in oro bianco da 2.500 euro e un orologio Bulgari da uomo da 3.500 euro. Ma sempre su richiesta di Guarischi”. A differenza della Mariani, stavolta sarà Guarischi a consegnare di persona i regali al presidente Formigoni.

La prossima udienza è stata fissata al 25 giugno. Per quella data ci sarà il controesame di Lo Presti e saranno sentiti altri testimoni, tra cui il figlio Massimiliano e il direttore del’Istituto dei Tumori di Milano.

Sara Pizzorni

Simona Mariani tra i suoi legali (Foto Sessa)

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Commenti
  • Giamburrasca19

    Posso capire una scatola di cioccolatini o un mazzo di fiori ma regali di questi importi no.
    A meno che a certi livelli finanziari si usi così.