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Il 14 ottobre via al cantiere
di S.Vincenzo: dopo anni di
abbandono inizia il restauro

Partiranno il prossimo 14 ottobre i lavori di restauro della chiesa di San Vincenzo di via Palestro, che da anni versa in condizioni di abbandono. L’ordinanza del comune di Cremona ne autorizza la durata fino al 5 settembre 2020, con conseguenti variazioni alla circolazione stradale nelle vie interessate per la presenza del cantiere e dei ponteggi. La chiesa – che fa parte dell’unità pastorale di Sant’Agata e Sant’Ilario – verrà ripristinata con il contributo della fondazione Cariplo.
I finanziamenti consentiranno di recuperare la facciata, la controfacciata e il lato sud, cioè quella parte della chiesa che dà su via Fondulo. La chiesa da marzo del 2011 è stata messa in sicurezza, dopo che un fulmine aveva colpito un pinnacolo di marmo facendolo cadere al suolo.
Per anni, la mancanza di fondi aveva bloccato la situazione lasciando l’edificio di culto in condizioni indecorose. Soprattutto per la storia antica e prestigiosa che l’aveva accompagnato.
Le sue origini risalgono al 1200: inizialmente in via Palestro sorgevano due chiese, una dedicata a San Giacomo, l’altra a San Vincenzo. Poi venne deliberato di unirle creando un unico complesso più grande, tanto che nel 1600 la nuova chiesa dedicata a San Vincenzo fu consacrata dal vescovo Speciano. Connesso alla chiesa c’era il collegio che portava lo stesso nome. Per oltre due secoli la chiesa fu sede dei padri Barnabiti che fondarono tre congregazioni di laici con sede nel convento. Nel 1789, dopo che i barnabiti se ne andarono, la chiesa di San Vincenzo venne sconsacrata ed insieme all’annesso collegio fu convertita in ospedale militare per le truppe austriache. Riconsacrata nel 1806, venne affidata ai sacerdoti detti della missione fino al 1810, data in cui l’ordine religioso fu soppresso e la chiesa di San Vincenzo divenne chiesa sussidiaria della parrocchia di Sant’Agata con un sacerdote rettore. Il convento fu adibito a ricovero per anziani, ma fu abbattuto negli anni ’60.

Michela Cotelli

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