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Utin, l'Asst di Cremona difende
la scelta regionale, 'ma per la
sub-intensiva, partita aperta'

L’Asst di Cremona appoggia il piano di riorganizzazione delle Terapie Intensive Neonatali, disposto dalla Regione Lombardia, “mosso da motivazioni più che condivisibili”. Inizia così il comunicato arrivato nel tardo pomeriggio dalla direzione ospedaliera sul caso che sta mobiltando tantissimi genitori che nel corso degli anni hanno avuto bisogno di questo servizio specialistico indirizzato ai bimbi nati prematuri.

A inquadrare la questione, dalla direzione generale dell’Asst, è il dottor Bruno Drera: “le linee guida nazionali e internazionali stabiliscono che i bimbi prematuri con peso inferiore a 1500 grammi (a Cremona si tratta di 15-20 bambini ogni anno) debbano essere gestiti in un centro dedicato, supportato da una casistica significativa. Questa è l’essenza della delibera regionale che implica una revisione dell’attività del reparto di Cremona, ma sicuramente non la sua chiusura.”

“E’ importante richiamare l’attenzione su una questione centrale – spiega Giuseppe Rossi Direttore Generale ASST di Cremona – la delibera regionale non definisce i criteri attuativi finalizzati a regolamentare l’attività sub intensiva, ossia l’attività che riguarda la cura dei neonati con peso superiore ai 1500 grammi (a Cremona sono circa 200 bambini all’anno). Per questo è in atto un costante confronto con l’Assessorato al Welfare e la Direzione Generale Sanità, affinché la rimodulazione prospettata coinvolga solo i neonati gravemente prematuri e garantisca la continuità assistenziale, ad alto livello, per i neonati al di sopra dei 1500 grammi.”

LA TIN NON CHIUDERA’, CONTINUERA’ AD OPERARE CON LO STESSO PERSONALE – “La TIN dell’Ospedale di Cremona – conclude Rossi – continuerà ad essere una realtà autonoma con il mantenimento dell’attuale livello di responsabilità. L’equipe di neonatologia non è in discussione, continuerà ad occuparsi dei bisogni dei neonati pretermine e a termine, in collaborazione con l’equipe di Ostetricia e Ginecologia diretta da Aldo Riccardi.”

“Di fatto – continua Drera – negli ultimi anni si è assistito, non solo a Cremona, ma su tutto il suolo nazionale, a un calo emblematico del numero dei nati con un peso inferiore ai 1500 grammi, da qui la necessità di adeguarsi a quelli che sono gli standard di qualità e sicurezza internazionali in questo specifico campo della neonatologia.”

SOLO LO 0,6% DEI PARTI AVVIENE PRIMA DELLA 29ESIMA SETTIMANA – “La decisione di Regione Lombardia non si basa sulla valutazione delle capacità dell’equipe, che in questi anni hanno raggiunto ottimi risultati anche nella gestione del nato gravemente prematuro – precisa Drera -, ma sulla necessità di centralizzare il maggior numero di pazienti in una condizione definibile poco frequente (solo lo 0,6% dei parti viene portato a termine prima della 29esima settimana di età gestazionale) al fine di migliorarne l’assistenza, che è in continua evoluzione.”

TRASPORTO DEI BAMBINI A BRESCIA AVVIENE NEL RISPETTO DI PROTOCOLLI RIGOROSI – “Questo per Cremona significherebbe trasferire circa 15 neonati all’anno, con un’età gestazionale inferiore a 30 settimane o di peso molto basso, attraverso un sistema di trasporto neonatale già esistente e ben strutturato, sostenuto dai neonatologi del centro di riferimento, che per il nostro ospedale è il Civile di Brescia. E’ doveroso rassicurare le mamme: il trasporto dei neonati osserva protocolli rigorosi e avviene con l’ausilio di una equipe dedicata che, dal centro specializzato di riferimento, viene a prendere il bimbo e lo accompagna in modo protetto. Non solo. Superato il periodo critico e non appena le condizioni lo consentono, il piccolo viene riaccompagnato, dalla stessa equipe specialistica, nell’ospedale in cui è nato per completare il percorso di cura. In tal senso c’è piena collaborazione fra i sanitari, si lavora in modo integrato e multidisciplinare.”

“Per Cremona, a cambiare è solo la gestione dei bimbi gravemente prematuri. Tutte le restanti cure rivolte sia ai neonati pretermine che a termine – sino a oggi sono state gestite con eccellenza – conclude Drera – rimarrebbero invariate. La sicurezza del parto a Cremona e la qualità dell’assistenza a un neonato patologico continueranno a essere garantite dallo stesso personale medico, infermieristico e ausiliario. I professionisti proseguiranno a svolgere il proprio dovere con passione e dedizione, a servizio della città e della provincia di Cremona. L’organizzazione del reparto di degenza, tutte le strumentazioni in uso e a disposizione non cambieranno.”

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Commenti
  • Sbirulino19

    Opss!

    • Orto

      Tanto rumore per nulla? Diremo opss anche dopo il taglio di medicina d’urgenza e la riduzione di cardiologia… Ops, forse il nostro ospedale è un po’ che è da serie B e noi cittadini, così presi dai dibattiti politici e dalle ciclabili, ce ne accorgiamo solo ora…

      • Sbirulino19

        Forse perché, dati alla mano, sempre meno cremonesi ci vanno, e da fuori pure.

        • Andrea

          Sei imbarazzante

          • Sbirulino19

            Sei libero di imbarazzarti fin che vuoi, non troppo però, mi raccomando, che poi finisci all’ospedale.

          • Andrea

            Secondo me difficilmente esci dalla tua via. Spero che l’ospedale lo smantellino prima che serva a te, secondo me è uno dei pochi modi che la natura ti ha concesso per capire le cose…sempre che funzioni

          • Sbirulino19

            Tu puoi credere quello che vuoi, non me frega proprio una beneamata mazza, il 15 parto e vado in altro continente ad esempio, tu intanto stai qua a raccontartela. Bye Bye.

          • Andrea

            Mah…non te ne frega una mazza ma non vedi l’ora di dirmi (la balla) che vai in un altro continente….beh guarda sorcio, se ci resti non piange nessuno…o forse piangono quelli di quel continente. Vagli a parlare delle tue innovazioni come il carbone e l’inutilità delle ciclabili. Penso che in qualche stato esista una specie di tso per chi è rimasto al secolo scorso, magari ti va bene

  • Pepito Sbazzeguti

    I sissignore come questi ci dicono che la politica dovrebbe stare FUORI dagli ospedali

  • Shpalman97

    I medici che hanno rilasciato dichiarazioni hanno ben spiegato come è avvenuta la lenta ma inesorabile erosione dei servizi pubblici, nel caso della sanità lombarda portata avanti da Forza Italia e dalla Lega che da decenni amministrano la regione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, insieme al proliferare di strutture private. Svegliamoci.

  • Gemelli

    Casistica, percentuali,ecco qua siamo solo questo numeri.