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Parco fotovoltaico in arrivo
vicino a Cremona Solidale:
polemiche degli ambientalisti

Un parco fotovoltaico a fianco delle strutture di Cremona Solidale, nei pressi della tangenziale, su un terreno di 15 ettari, per la produzione di energia elettrica da immettere nella rete. E’ la proposta arrivata alla Fondazione Città di Cremona, proprietaria del campo che attualmente è in affitto, da una ditta veronese, che ha prospettato un affitto trentennale per il corrispettivo di 1 milione 150mila euro. La Fondazione ha così pubblicato un bando aperto ad altri soggetti potenzialmente interessati, ai fini della costituzione di un diritto di superficie.

Ora, scaduti i termini per la presentazione delle proposte, dovrebbe partire l’iter autorizzativo ed è qui che stanno sorgendo i primi ostacoli, mossi dalle associazioni ambientaliste, in quanto i tre mappali interessati dal progetto ricadono in zone a ‘Sensibilità paesaggistica media’ nei documenti di piano del Pgt, con una lunga serie di vincoli. Più nel dettaglio, buona parte dei terreni è classificata tra le “aree agricole strategiche e di rilevanza ecologico – ambientale” e anche tra le aree di “pregio naturalistico della rete ecologica provinciale di primo e secondo livello”. Quasi la totalità dei terreni inoltre è inserita tra gli “elementi e corridoi regionali” e “comunali”. Insomma, c’è una serie di restrizioni che andranno vagliate dagli uffici tecnici sia del Comune che della Provincia, prima di dare il via libera.

L’affitto dei terreni a condizioni più remunerative di quelle attuali è finalizzato, come negli scopi statutari della Fondazione Città di Cremona, alla produzione di reddito da investire per finalità sociali: implementare le dotazioni in uso all’azienda Cremona Solidale (tra queste, la ristrutturazione della palazzina storica dell’ex Soldi, di cui è finanziata solo una parte: nuovo centro diurno Alzheimer e nuova comunità alloggio per anziani); fare le manutenzioni sul resto del patrimonio edilizio destinato a scopi sociali; contribuire alla vita delle associazioni no profit di volontariato attraverso i bandi.

Dal canto suo, l’amministrazione comunale, nelle persone del sindaco Gianluca Galimberti, del vice Andrea Virgilio e degli assessori Simona Pasquali e Rosita Viola, per ora si è limitata a dare un parere informale, sostanzialmente positivo. “Si è trattato di un passaggio politico” spiega Virgilio. “Per il momento siamo ancora in una fase preliminare del progetto. In ogni caso, se il fotovoltaico non è collegato a terra, non dovrebbe neppure esserci la necessità di un passaggio in Giunta”. “Fondazione – precisa la presidente Uliana Garoli – ha colto una proposta limitandosi a dare la disponibilità a concedere in diritto di superficie il fondo sul quale l’investitore intende realizzare l’impianto fotovoltaico. Ovviamente il tutto è subordinato all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni che il proponente dovrà chiedere ed ottenere dagli Enti preposti”.

Il progetto, tuttavia, prima ancora di vedere la luce, sta già suscitando critiche, come quella mossa da un ambientalista storico come Benito Fiori: “E’ vero che la Fondazione, con le molte risorse ricavate, potrebbe investire nella promozione di progettualità di utilità sociali come previsto dal suo statuto, ma perché non prendere in esame delle alternative? Ad esempio, quella di una cooperativa dedita alla coltivazione di ortaggi, dando lavoro a chi non ce l’ha e producendo nella sostenibilità economica e ambientale e a km zero cibo di qualità e genuino per la cittadinanza. Oppure, purchè non destinato a biomasse, potrebbero essere piantumate dalle 15mila alle 18mila piante per l’assorbimento di CO2 e il filtraggio, seppure modesto, degli inquinanti”.

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Commenti
  • ciclo-pe

    Mi risulta che questo tipo di impianti non si possono più realizzare nelle zone agricole per ragioni ambienatali e paesaggistiche. Poi qui il valore ambientale e paesaggistico è molto elevato. I tetti di Cremona Solidale sono già ricoperti di pannelli fotovoltaici, non gli basta? L’area interessata è molto grande. Ma ce la immaginiamo la distesa di pannelli appena fuori dalle finestre degli ospiti? Megli trovare opportunità più sostenibili.

    • Abiff

      L’energia solare è la più sostenibile di tutte le fonti, caro ciclo-pe. Non facciamo i NIMBY proprio ora che Cremona, più di tante città, ha bisogno di energia pulita.

      • ciclo-pe

        Nimby di che cosa? Qui non si tratta di essere contrari al fotovoltaico, ci mancherebbe, ma di fare impianti in modo sostenibile e nelle aree adatte. Ci sono aree vocate alla produzione di cibo, di ambiente e paesaggio e aree dove produrre energia e le une è meglio che non contrastino le altre. Questi interventi vanno programmati in una logica di sviluppo del territorio, le aree dove poter sviluppare il fotovoltaico ed energie rinnovabili dovrebbero essere già previste dai piani regolatori. Non ci si può svegliare una mattina e decidere che dove coltivavo grano ci faccio un impianto che è del tutto assimilabile ad un impianto industriale, perchè di questo si tratta. Spero di essere stato chiaro.

        • Abiff

          Allora siamo pratici. A cremona, Lei dove metterebbe i pannelli?

          • ciclo-pe

            Sicuramente non nelle aree agricole di pregio per la produzione agro alimentare. Tra l’altro è utile sapere che il fotovoltaico in zona agricola impiantato a terra per le numerose criticità sollevate non usufruisce più dal 2012 degli incentivi che sono stati bloccati dal DL del 24 gennaio 2012. Comunque per dire un’area li vicina penso ai tetti dei due enormi capannoni in Zona Fiera ancora liberi da pannelli fotovoltaici. Poi non escluderei ad esempio le aree interne a svincoli tipo quelli autostradali e perchè no, purche ben inseriti e schermati visivamente, alcune aree lungo le autostrade dove per la ricaduta di inquinanti sarebbe meglio non produrre alimenti.

          • Abiff

            Una qualsiasi delle Sue zone indicate misura 15 ettari? E ha già che si impegna a pagare la realizzazione dell’impianto nonché l’affitto?

          • Sbirulino19

            Chissà che cibo buono e salutare viene dai terreni vicino alla tangenziale…

  • Mirko

    Magari piantumare….a no è vero qua si taglia e si cementa

    • Gemelli

      Come fine articolo la piantumazione di 15.000 piante. Più le cento tagliate in via Sesto. Si vive su Marte.

  • Seppe Marin

    Già, però i supermercati e le grandi strade si possono fare, il trasporto ferroviario per uscire da Cremona, con autobus a gasolio, le inutili giravolte soprelevate sparate verso il cielo tipo “Piadena”…si possono fare. 🙈🙉🙊

  • Seppe Marin

    “Olio di ricino e manganello fanno il legislatore bello” diceva qualkuno 🤣

  • Sbirulino19

    Cioè fatemi capire, adesso non vanno bene neppure i pannelli fotovoltaici che sono il massimo in un economia per la produzione di energia green? Non c’è cemento, se li vuoi togliere in pochi giorni lo fai, sono riciclabili, e non penso che deturpino il paesaggio visto che nei pressi c’è la Tangenziale. E poi …Vogliono le auto elettriche e con che c…. le ricarichiamo?

    • rebelot

      Sono perfettamente d’accordo con te.

  • Abiff

    Ma “in zone a ‘Sensibilità paesaggistica media’ nei documenti di piano del Pgt” è permesso realizzare la Gronda Nord, o sbaglio?

  • turbo

    strano che gli ambientalisti si oppongano.. ahahahahahahah

  • Seppe Marin

    Inoltre, questo bio gas dove finisce? Continuo a ricaricare la macchina con il metano fossile, però i finanziamenti li hanno presi👿Ovvero, nella rete, x cucinare, ecc. ecc. quale metano arriva, quello degli Arabi🙊🙉🙈 l’Italia è una fogna a cielo aperto, non ci sono neppure i depuratori, quello che si ricicla finisce nell’interesse privato👽 riempiendo le tasche di chi gira con i camion a nafta e spreca energie per bruciare senza neanche produrre uno sputo di corrente eletrica😠Bstrd🤖🤖🤖🤖🤖