Cronaca

Tra riscoperta e restauro: le mostre di fine anno al Museo Diocesano di Cremona

Dal ritorno di Boccaccio Boccaccino con due opere inedite alla “Santa Lucia” del Genovesino con restauro a cantiere aperto: l’autunno-inverno del Polo Museale cremonese mette al centro la tutela del patrimonio artistico

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Che cosa significa “svelare” un’opera d’arte? Per la stagione autunno-invernale, il Museo Diocesano di Cremona sceglie di raccontare il patrimonio culturale attraverso una doppia esperienza di riscoperta: da un lato la straordinaria occasione di ammirare dipinti inediti realizzati da un grande interprete della storia dell’arte cremonese, dall’altro la possibilità di osservare da vicino la materia pittorica che ritrova il suo splendore.

Il programma dei prossimi mesi riunisce, infatti, due iniziative espositive che mettono al centro la ricerca scientifica e il fascino del “dietro le quinte” del lavoro museale.

Ad aprire la stagione, dal 17 ottobre al 29 novembre 2026, sarà la mostra dossier Nel nome del Padre. Due dipinti ritrovati di Boccaccio Boccaccino, curata da Francesco Ceretti e Filippo Piazza. Dopo il grande successo della rassegna monografica Il Rinascimento di Boccaccio Boccaccino, il maestro fondativo del Rinascimento cremonese torna protagonista con un progetto concentrato e di valore scientifico.

A fare da perno all’esposizione sono due dipinti fino ad oggi praticamente inaccessibili al grande pubblico, vera linfa per gli studi sul Cinquecento: il Dio Padre benedicente della Fondazione Giulini Giannotti di Milano (storicamente legato alla nobile famiglia cremonese dei Barbò) e il Battesimo di Cristo di collezione privata, reduce da un intervento di restauro eseguito dallo Studio Manara-Perni.

Il confronto tra queste tavole, databili in fasi distinte del percorso del pittore ma pur sempre memori della cruciale lezione, appresa a Venezia, di Albrecht Dürer e Giorgione, permette di delineare il ruolo fondamentale di Boccaccio Boccaccino quale padre putativo di una cultura figurativa nuova, capace di trasformare irreversibilmente la scena artistica cremonese e non solo nei primi decenni del XVI secolo.

Grazie a questa piccola ma preziosa mostra-dossier, il Museo Diocesano torna così a celebrare uno dei pittori più rappresentativi del Rinascimento in Italia settentrionale, di cui nelle proprie collezioni permanenti annovera quattro capolavori che potranno dialogare a distanza con i dipinti in mostra. Una buona ragione in più, dunque, per tornare a visitare questo luogo e il suo patrimonio d’arte, insieme allo straordinario complesso monumentale costituito dal Torrazzo e dalla Cattedrale, dove peraltro si conserva uno dei più affascinanti cicli pittorici dell’intero Cinquecento italiano, avviato proprio da Boccaccio Boccaccino.

A chiudere l’anno, dal 4 dicembre 2026 al 10 gennaio 2027, sarà la mostra Il volto della luce. La Santa Lucia del Genovesino, un progetto espositivo focalizzato su un’unica opera dal profondo valore storico e devozionale.

Protagonista sarà la tela raffigurante Santa Lucia realizzata dal Genovesino per la Chiesa dei Santi Faustino e Giovita a Castelponzone (attestata già nel 1685 dal vescovo Settala come pala racchiusa in una preziosa «ancona in legno intagliata color di noce e parte adorata»).

I visitatori non troveranno un’opera semplicemente appesa alla parete, ma un vero e proprio cantiere in cui il pubblico potrà osservare da vicino il lavoro di un autentico laboratorio di restauro: durante tutto il periodo espositivo, i restauratori Luciana Manara ed Enrico Perni lavoreranno dal vivo sul dipinto. Un’esperienza che rinnova la formula già sperimentata con successo per il dipinto Gesù inchiodato alla croce del Malosso, offrendo a tutti l’opportunità di osservare da vicino la materia pittorica che ritrova forma e colore.

L’iniziativa, allestita nel periodo tradizionalmente legato al culto della Santa della luce e alla festività tanto cara ai bambini e alle famiglie, sarà affiancata da un ricco programma didattico. In collaborazione con Kleio snc, responsabile dei servizi educativi del Museo, saranno ideati laboratori, visite e percorsi speciali rivolti alle scuole e al pubblico di tutte le età, volti a intrecciare la storia dell’arte con la memoria e le radici folkloriche della comunità.

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