Un commento

Gruppi di maggioranza contro
i fanghi al termocombustore:
'Dismissione è la priorità'

foto Sessa

I capigruppo di maggioranza del Comune esprimono “forti perplessità circa la possibilità di dar corso da parte di LGH ad investimenti per consentire il conferimento dei fanghi da depurazione in un impianto di termovalorizzazione, come quello di Cremona, destinato alla dismissione”. E ‘ il contenuto dell’ordine del giorno che i capigruppo di maggioranza in Consiglio presenteranno tra poche ore (la seduta è già convocata per lunedi pomeriggio) al Presidente Carletti, in seguito ai contenuti espressi dall’amministrazione delegato di Lgh Claudio Sanna (leggi qui: Lgh: ‘Smaltire i fanghi a San Rocco sarà un beneficio. Anche ambientale’)

Un ordine del giorno che esprime preoccupazione e fa emergere lo scollamento tra le scelte aziendali di Lgh (partecipata in maggioranza da A2A) e l’amministrazione alla guida della città.

AMMINISTRAZIONE COMUNALE ALL’OSCURO DEL PROGETTO – “Sulla stampa di sabato 25 gennaio 2020  – scrivono i capigruppo Roberto Poli del Pd, Enrico Manfredini FnC e Cremona Attiva; Lapo Pasquetti, Sinistra per Cremona  – appaiono prese di posizione da parte dell’amministratore delegato di LGH Claudio Sanna, corredate da alcuni dati, ma alla formale richiesta di chiarimenti inviata via Pec in data 10 gennaio 2020 alla società LGH, nella quale si chiedeva di fornire con cortese urgenza la documentazione relativa alle indicazioni progettuali, completa del bilancio ambientale complessivo e si richiedeva altresì un ulteriore momento congiunto di illustrazione e di approfondimento del progetto, non risulta fino ad ora pervenuta alcuna risposta da parte della società medesima (al contrario della società Padania Acque che ha risposto celermente alla stessa richiesta)”.

STEERING COMMITEE: LE FINALITA’ VANNO CHIARAMENTE CONDIVISE –  “Sulla stampa – continua l’odg – appaiono considerazioni sempre da parte dell’amministratore delegato Claudio Sanna sui termini temporali di dismissione dell’inceneritore, ma, in relazione alla proposta di costituzione di un gruppo di lavoro (Steering commitee) proprio sul termovalorizzatore, non risulta ad oggi pervenuta ancora alcuna risposta alla lettera inviata dall’amministrazione in data 21 gennaio 2020, nella quale si esprimeva la volontà che la mission affidata allo Steering Committee fosse esattamente identificata e condivisa, con la precisazione che i lavori verranno svolti all’interno di un processo finalizzato alla dismissione dell’impianto di termocombustione e alla ricerca di fonti alternative per sostenere il teleriscaldamento, esplicitando che tale volontà trae la sua fonte dalle linee di mandato e dagli atti conseguenti approvati dal Consiglio comunale di Cremona nei mesi scorsi e anche dagli accordi presi tra Comune e società Lgh come evidenziato anche da atti formali prodotti nel 2017 da LGH stessa, frutto di un lungo percorso di condivisione di linee strategiche in più occasioni esplicitate”.

L’ordine del giorno è finalizzato a “riaffermare la volontà di procedere alla dismissione del termovalorizzatore di Cremona nei prossimi anni e quindi si esprime contro ad interventi di revamping o altri investimenti che preludano ad un prolungamento della vita dell’inceneritore”, eventualità per la verità esclusa dall’amministratore delegato il quale nell’intervista ha detto che l’adeguamento dell’impianto non è un revamping , intervento che richiederebbe ben altro impegno economico.
“In considerazione di questo indirizzo – continua l’odg – esprimiamo pertanto forti perplessità circa la possibilità di dar corso da parte di LGH ad investimenti per consentire il conferimento dei fanghi da depurazione in un impianto di termovalorizzazione, come quello di Cremona, destinato alla dismissione. Chiediamo di aprire un percorso di confronto partecipato con le Aziende interessate, gli esperti in tematiche di energia e ambiente, i cittadini, per un approfondimento tecnico circa l’impatto ed il bilancio ambientale di un procedimento di incenerimento dei fanghi in un contesto che già registra forti livelli di inquinamento”.

Il tutto, “nella consapevolezza delle complessità e criticità ambientali ed economiche relative al tema dello smaltimento dei fanghi, come evidenziato anche dalla società in house del Comune Padania Acque, per l’individuazione di tecniche alternative allo spandimento nei campi e all’incenerimento”. Infine, viene sostenuto l’avvio  “di un gruppo di lavoro in LGH che parallelamente studi possibili fonti alternative per sostenere il teleriscaldamento, attualmente in parte alimentato dal termovalorizzatore stesso”.

I presupposti dell’ordine del giorno fanno riferimento al programma elettorale del centrosinistra, ribadito anche nelle linee di mandato 2019-2024 approvate in Consiglio Comunale: in primis, una gestione dei rifiuti che vada verso la transizione dal modello di Economia Lineare a un nuovo modello di Economia Circolare, quindi con il concetto di riuso e la ricerca di modalità alternative per fermare lo spreco di materia, l’inquinamento da fonti fossili, “promuovendo la produzione efficiente, il riciclo, le energie e fonti rinnovabili”.
Viene inoltre ricordato che “il modello di raccolta differenziata introdotto ha prodotto risultati molto soddisfacenti con una raccolta che ha superato il 75%” e viene fatto riferimento al ‘Green New Deal’ europeo che indica come obiettivi  la riduzione della produzione dei rifiuti, il contrasto all’abbandono dei rifiuti sia con interventi informativi ed educativi che con interventi sanzionatori; il miglioramento della qualità del rifiuto differenziato in modo da ottimizzare la filiera del recupero di materia”.
“Le scelte sinora operate e gli obiettivi prefissi hanno anche la finalità di ridurre la quantità dei rifiuti da conferire al termovalorizzatore”. g.biagi

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Commenti
  • Corvorosso

    Con cosa alimenteranno la rete del teleriscaldamento? Bruceranno gas o altri combustibili fossili? Questa sarebbe una scelta a favore dell’ambiente? Ridicoli.