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Lgh: 'Smaltire i fanghi a San
Rocco sarà un beneficio.
Anche ambientale'

La foto del termovalorizzatore dall'alto è di Francesco Sessa

“Sul termovalorizzatore di Cremona e sui fanghi da depurazione, sono state scritte molte cose inesatte, riportando opinioni di persone che hanno poca competenza in materia e senza aver valutato l’impatto ambientale complessivo delle attuali forme di smaltimento”. Per la prima volta è Claudio Sanna, amministratore delegato di Lgh, a illustrare il progetto industriale che interessa l’impianto di San Rocco, su cui si è levata la preoccupazione degli ambientalisti e che ha scosso la giunta comunale, informata preventivamente del progetto e verrà coinvolta nella fase decisionale nella conferenza di servizi.

“Attualmente – precisa Sanna – c’è una quota di fanghi da depurazione (parliamo di quelli civili, non industriali) che non può essere smaltita in agricoltura e già ora i gestori delle reti idriche hanno il problema di dove collocarli. Le alternative all’incenerimento ci sono, certo, ma siamo sicuri che siano migliori? In discarica? Lo escluderei”. Attualmente quindi i fanghi di Padania Acque non smaltibili in agricoltura come ammendanti prendono la via di altri impianti: 15mila tonnellate all’anno, che per essere trasportate necessitano di qualcosa come 800 camion che transitano sulle strade provinciali con conseguenti scarichi di Co2. Il conferimento a San Rocco porterà una riduzione dell’impatto ambientale ed anche ad una diminuzione dei costi nella bolletta dell’acqua, alla voce smaltimento dei residui da depurazione.

Le preoccupazioni sul possibile aumento delle emissioni dai camini per Lgh sono del tutto infondate: “L’apporto  dei fanghi, che arrivano all’impianto sotto forma liquida, ‘melmosa’ non andrà a pesare sulle emissioni, anzi migliorerà l’efficienza dell’impianto, proprio per via del maggiore apporto d’acqua. Ricordiamo poi che la linea fumi è stata rifatta nel 2011 e 2015 e adeguata alle Bat (le migliore tecnologie disponibili al momento, ndr)” spiega Sanna, “e basta guardare i valori che pubblichiamo sul sito per constatare che per tutti i parametri, i valori sono inferiori di 10 volte ai limiti di legge”.

Il termocombustore di san Rocco è già autorizzato a trattare questo tipo di fanghi. Il progetto prevede un massimo di 8000 tonnellate di materiale da apportare, oltre questo quantitativo l’impianto non è adeguato. Eppure quello cremonese smaltisce ‘solo’ 70mila tonnellate di rifiuti l’anno, a fronte di un’autorizzazione regionale che arriva a 140mila. Una quota difficilmente raggiungibile allo stato attuale, a meno di un revamping completo dell’impianto. Nel commentare il progetto, il sindaco Galimberti ha voluto ribadire che “questa proposta non deve in nessun caso preludere ad alcun revamping dell’inceneritore che va verso la dismissione nei prossimi anni”.

Attualmente la deadline è il 2024 –  2029 ma è Lgh, al cui interno Cremona rappresenta il 15%, a tenere il pallino del futuro dell’impianto. “Ritengo il termocombustore un asset, non un problema”, afferma Sanna, indicato un anno fa da A2A per il ruolo di amministratore delegato, ma cremonese e residente in città. “Siamo sempre disponibili a sviluppare soluzioni alternative, ma faccio notare che l’Italia è  l’unico Paese in Europa ad avere diminuito il numero complessivo  di termovalorizzatori tra 2010 e 2017 a fronte di un andamento completamente opposto nei Paesi più avanzati: in Gran Bretagna ad esempio gli impianti sono saliti da 26 a 40, in Francia da 129 a 136, in Germania da 72 a 96, un motivo ci sarà”. D’altra parte, seppure la quota di differenziata a Cremona sia quasi all’80%, la produzione di rifiuti continua a crescere: colpa degli stili di vita, delle abitudini di consumo, ma anche di una quota di materiale riciclato una prima volta che poi non può essere riciclato all’infinito: in tutta la provincia produciamo 170mila tonnellate di rifiuti all’anno e il 22% non sono recuperabili.

“Nel 2024 è prevista una valutazione per vedere se ci sono alternative concrete per fornire calore mediante teleriscaldamento, energia elettrica e smaltimento dei rifiuti. Ma l’investimento che abbiamo in mente non ha nulla a che fare con un ipotetico revamping che avrebbe ben altri costi”, conclude Sanna. Attualmente san Rocco fornisce tra i 65mila e i 70mila MWh/anno di energia termica, utili per riscaldare circa 10mila famiglie cremonesi, il 40% degli edifici, e 25mila MWh/anno di energia elettrica, per circa 8000 utenze.

Il termocombustore viene dipinto da qualcuno come qualcosa che non è, questa la tesi di fondo di Lgh: “Su questo impianto va condotta un’operazione di trasparenza: tutti i dati sono già on line, ma di certo va diffusa una maggiore conoscenza dell’impatto che ha il termovalorizzatore in un contesto ambientale in cui i fattori inquinanti sono molteplici, a cominciare da traffico e riscaldamento domestico di vario genere. Spegnerlo senza avere alternative per il teleriscaldamento non produrrebbe certamente una diminuzione dell’inquinamento, anzi”. g.biagi

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Commenti
  • Marengon

    Un bel comunicato stampa congiunto Lgh-Zetalax. Smaltire i fanghi a San Rocco sarà di sicuro un beneficio economico per chi gestisce l’impianto. Non c’è dubbio. E il fatto che il Sindaco si presti a supportare questa linea rende ancora più evidente la direzione: aumentare lo smaltimento da 70mila tonnellate di rifiuti l’anno a 140mila. E sa bene Galimberti che “questa proposta” NON PORTERA’ alla “dismissione nei prossimi anni” prova ne sono i continui allacci alla linea del termovalorizzatore. Più utilizzatori –> maggiore necessità di bruciare per ottenere più di 70mila MWh/anno di energia termica. Quanto ancora i cremonesi dovranno sopportare di essere presi in giro?
    A cosa serve avere l’80% di produzione rifiuti differenziata se poi comunque si deve bruciare per vantaggi economici d’impresa e per non lasciare la città al freddo?
    Galimberti risponda! Non rida…

    • Mirko

      Noi differenziamo ma quando manca materiale,all inceneritore bruciano di tutto dalla plastica alla carta che abbiamo diviso

      • Jeppetto

        Bene! Io mi danno a separare le etichette di carta dalla plastica e poi si brucia tutto insieme? Pazzesco, comune riciclone…

        • Mirko

          Un giorno sono andato in discarica con del polistirolo(riciclabile) delle borsine con dentro qualche bottiglia e del cellophane(tutto riciclabile), secondo te dove li ho scaricati?

          • Jeppetto

            Te li han fatti scaricare nel cassone giusto (plastica riciclabile), poi però quella roba se la bruciano! Ho indovinato? Sob!

          • Mirko

            No,direttamente negli ingombranti, che ovviamente vanno nell inceneritore

          • Jeppetto

            Il fallimento della raccolta differenziata… Ma queste cose le sanno i nostri governanti? Che sono stati eletti promettendo ripresa della città, dell’economia, miglioramento traffico, salute, ecc… E poi ci sono i giovani che manifestano per un mondo più pulito, mah…!?

    • Jeppetto

      Mister sorriso da campagna elettorale?

  • Sbirulino19

    Quelli che hanno votato il sindaco se ne faranno una ragione.

    • Abiff

      E’ più difficile per quelli che non l’hanno votato…

      • Jeppetto

        Già, difficile da digerire come un sasso…

  • Gemelli

    Leggendo .. ..questa proposta non è l’unica soluzione .

  • Mirko

    Galimberti deve solo stare zitto perché
    se inceneritore continua ad andare è merito suo, quindi è inutile cercare di ripulirsi la coscienza con belle parole se poi vendi ciò che dovresti chiudere e tagli ciò che non dovresti tagliare

  • giuseppe

    Si dice che in provincia si producano 170000 tonnellate di rifiuti e il 22% non è riciclabile, vorrebbe dire quindi che se ne bruciano 37400.
    Si dice inoltre che l’inceneritore ne bruci 70000 quindi circa la meta arriva da fuori provincia.
    Quindi noi differenziamo e ci becchiamo i fumi di altri che magari nemmeno riciclano o che non vogliono gli inceneritori, perche cosi si chiamano.
    Guardate quanto ci guadagnano per tonnellata a bruciare i fanghi…..ovvio che sa da fare.

  • Piero

    Non mi sembra un parere indipendente.
    1- Possibile che un mezzo trasporti 18 Tons quando può arrivare a 30 Tons ? (15.000 : 800 = 18,75). 2- Escludere le discariche a priori è semplificativo (per i propri interessi). 3- Prevedere riduzioni in bollette dell’acqua è demagogico. 4- Parla di revamping e dismissione nella stessa frase: ma anche no, grazie. 5- Nel 2024 è prevista una valutazione… : perché sprecare tre anni? 6- … 7- … 8- …

  • Abiff

    Di questo passo l’inceneritore non lo chiuderanno nemmeno nel 2024 come promesso (grazie).