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Mercato, solo una quindicina
di banchi: 'Una parte di
commercio penalizzata'

Piazza della Pace vuota, come via Lombardini, via Monteverdi e via Confalonieri. Il mercato del sabato a Cremona stamattina, sabato 29 febbraio, poteva contare su appena una quindicina di banchi invece dei soliti 152. Come da ordinanza, infatti, erano autorizzati unicamente i venditori di alimentari. In zona Duomo esercitavano solo tre banchi (uno di formaggi, uno di formaggi e salumi e uno di dolci e caramelle), come in piazza Stradivari (due di frutta e uno di olive e frutta secca e disidratata). Qualcuno in più, invece,in Largo Boccaccino (due banchi frutta, uno di salumi e uno di miele), mentre la maggior presenza si è registrata in piazza Zaccaria con sei ambulanti (due gastronomie-firggitorie, uno di formaggi e salumi e tre banchi frutta). I banchi hanno mantenuto la stessa collocazione abituale, nonostante gli ampi spazi lasciati dai colleghi cui è stato interdetto l’esercizio dato che per ottenere il cambio di piazzola si sarebbero dovuti mettere in atto alcuni passaggi formali e burocratici che, considerata l’eccezionalità della situazione, avrebbero avuto poco senso. Tra i banchi alimentari fossero aperti anche agenti della Polizia e della Polizia Municipale.

Agostino Boschiroli, presidente di Confesercenti della Lombardia Orientale, prova a guardare il bicchiere mezzo pieno: “E’ una situazione da sbarco su marte, non è mai successa una cosa simile: quello che ci ha rincuorato è che la gente non ha paura e in giro c’è, probabilmente ha voglia di normalità”. Boschiroli, augurandosi che i contagi rientrino e auspicandosi che sia l’ultima settimana di restrizioni, agigunge: “E’ paradossale che alcune regioni si muovano in un senso ed altre in un altro, la responsabilità è di direttive ministeriali che non hanno né capo né coda: è assurdo che in alcuni posti ci si possa aggreagare e in altri no, anche perché non ci sono evidenze scientifiche che il mercato favorisca la diffusione del virus”. “Se era emergenza – conclude – lo era per tutti, invece c’è stata una disparità di trattamento e una parte di commercio è stato fortemente penalizzato: le aziende iniziano ad andare in fortissima sofferenza”.

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