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Il mercato, deserto, ai tempi del
Coronavirus, Boschiroli: 'Qui
per dare messaggio di fiducia'

Fotoservizio Francesco Sessa

Pochi banchi e poca gente, ma un’atmosfera tutto sommato tranquilla: il mercato, nella mattinata di mercoledì, è sceso in piazza come previsto dalla normativa (che consente i mercati al mercoledì ma non nel fine settimana), sebbene a ranghi molto ridotti. Molti ambulanti hanno preferito non muoversi, forse aspettandosi il poco afflusso di persone.

“Abbiamo voluto dare un messaggio di normalità e di fiducia nelle istituzioni” ha detto Agostino Boschiroli, presidente di Confesercenti, che con il suo banco ha voluto essere presente in piazza. “Ci troviamo nel paradosso in cui si vive una psicosi talmente forte che la gente contesta addirittura i medici. La gente deve tornare a fidarsi delle istituzioni, o rischiano che si generi una situazione di analfabetismo funzionale. La nostra presenza qui, come operatori, è quella di restituire fiducia nelle istituzioni. Ci troviamo in una situazione senza dubbio particolare, ma credo sia importante fidarsi”. Anche perché la situazione del commercio oggi è pesantissima, se non letteralmente in ginocchio in molti casi: sono soprattutto le agenzie di viaggio a soffrire.

In compenso i piccoli negozi di vicinato stanno vivendo una situazione un po’ più rosea: con i supermercati svuotati e con la paura degli assembramenti, le persone tornano a scegliere i piccoli negozi per le proprie spese, specialmente in ambito alimentare. “Questo dimostra l’importanza della capillarità del servizio fornito dal commercio di vicinato”.

Completamente disertato anche dagli ambulanti, invece, il mercato rionale di piazza Castello, che si sarebbe dovuto svolgere martedì: come previsto sono state chiuse le strade dalla Polizia Locale, ma nessuno è arrivato a esporre la merce.

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Commenti
  • Roberto Regonelli

    “Analfabetismo funzionale”. Questo
    modo di esprimersi è degno di riflessione, in quanto, quante cose sono state dette a sproposito sino ad ora? Che cosa recepisce la stragrande maggioranza delle persone, quando viene imposto il divieto di assembramento, poi permette di andare a far la spesa al supermercato, ma non di andare alla S. Messa la domenica e di frequentare i bar, ma sino alle 18,00!
    Perché dopo le 18,00 ci sono in giro gli “untori”?
    Medesimo discorso per le chiusure dei negozi il sabato e la domenica.
    Gli “untori” pre diligono i negozi nel fine settimana?
    Volete far passare un messaggio di speranza e normalità, quando i media le istituzioni stanno creando caos nell’informare la gente!
    Io consiglirei al caro Sig. Boschiroli, di non permettersi di “bollare” il timore della gente, come lei ha detto, analfabetismo funzionale, xché la gente non è ignorante, bensì disorientata. Si ricordi pure che sono suoi potenziali clienti!

    • Jeppetto

      Condivido, c’è una informazione fitta, ma carente come coerenza. Uno studente può andare al bar, con tutti i soci che vuole, fino alle 18, poi tutti a casa! Per paura del contagio… Mah?!

      • marcus

        Non sono d accordo.In questo modo non è responsabilità dell istituzione pubblica.
        Se vuoi andare al bar vacci pure e prenditi i tuoi rischi ma la scuola chiusa preserva dal contagio.In fondo l’istruzione può attendere .

        • Abiff

          La cosa più importante al mondo è quello di trasmettere il nostro sapere ai giovani, in modo che possano andare oltre. “Sto sulle spalle di giganti” disse Einstein.

          • Jeppetto

            Grande frase, molto bella… Sul web viene fatta risalire addirittura al Medioevo (nos esse quasi nanos gigantum humeris insidientes)

        • Jeppetto

          E’ giusto, io intendevo ricollegarmi al fatto di questa sequela di informazioni, regolamenti, dispense, controindicazioni a volte in contraddizione, che ci hanno riversato giornali. tv e web senza chiarire fino in fondo le cose. Giusto chiudere paesi, scuole e chiese, perché se la gente non si sa gestire bisogna metterci una pezza, come sta succedendo per le case di riposo, che sono quelle più a rischio con tanti anziani…

        • Jeppetto

          Altra considerazione un po’ “amarognola”: l’Istruzione è già in attesa da un pezzo 😉

    • Boschiroli

      Buongiorno la ringrazio della sua riflessione e trovo corretto e doveroso risponderle.
      Credo fermamente(e una dichiarazione al giornale non puo far passare per intero un pensiero) che tutti noi , io per primo , siamo a causa di un flusso abnorme ed incontrollato di informazioni in poche ore , in una situazione cosidetta di analfabetismo funzionale, relativo e calato sulla specifica situazione. Ovverosia cosa vi è di vero e cosa vi è di falso in tutta questa mole di notizie.
      Sono profondamente dispiaciuto se la lettura possa aver urtato la sensibilità vostra e me ne scuso, altresì ribadisco il filo conduttore del pensiero.
      Troppi input troppe notizie più o meno vere troppi dietrofront e la conseguenza, credo naturale è una sorta di panico diffuso causata dall essere messi nelle condizioni di non essere in grado di valutare appieno.
      Io per primo mi definisco analfabeta funzionale in questa situazione( che non è un offesa) è un modo per affermare che un eccesso di tante informazioni contrastanti tra di loro mici portano , a comportamenti reazioni abnormi rispetto alla reale situazione.
      Se ho errato chiedo scusa e spero d aver chiarito pensiero con i vostri lettori.
      Altresi rilanciamo il messaggio di fiducia e di tornare ad una normale e noiosa condizione il prima possibile
      Cordialmente
      Boschiroli Agostino

      • Roberto Regonelli

        La ringrazio di cuore per le sue delucidazioni, Sig. Boschiroli, a parer mio e di tanta gente, ci sono tanti aspetti di questa vicenda che non sono chiari, ne convenga.
        Mi chiedo a chi possa giovare di aver sollevato un così grande “polverone” mediatico, con tutte le ripercussioni solo negative, per il ns. paese e che danneggia ogni settore della ns.economia.Già i ns. amministratori, parlando di Cremona, hanno fatto tanto per affossare il commercio, ora ci mancava anche questa “tegolata”, io sono dalla Vs. parte, purtroppo chi decide e chi comanda no.Le dirò pure che, non mi interessa se la multisala e tutti i negozi nei centri commerciali sono chiusi, perché sono gruppi, o catene di negozi, non creano ricchezza per la città, lei si.

  • marcus

    Da cittadino mi sento di esprimere il mio pensiero Mi dispiace ma non mi fido delle persone ai vertici. Cerco di fare il possibile per proteggermi e quando questo marasma sarà terminato tornerò a vivere normalmente. Per ora stò alla finestra.In fondo qual è il problema di stare chiusi in casa? Non faccio del male a nessuno.