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Dopo il lockdown
migliora la qualità delle
acque del Fiume Po

Nei mesi scorsi, nel periodo soggetto alle restrizioni governative conseguenti alla diffusione pandemica del virus Covid 19, l’Autorità Distrettuale del Fiume Po ha avviato una ricerca scientifica volta ad analizzare la qualità delle acque del Fiume Po alla luce del mutato impatto ambientale sulla risorsa idrica. L’impressione generale, testimoniata anche dalle frequenti pubblicazioni apparse su agenzie e numerosi organi di stampa, era quella di mettere in stretta relazione il drastico calo delle attività civili e soprattutto economiche ed industriali con una ritrovata trasparenza e presunta purezza dell’acqua esaminata in alcuni tratti del Grande Fiume padano.

Oggi grazie al Distretto, che ha coinvolto nel progetto alcuni tra i più qualificati partners con capacità immediata di effettuare campionamenti tecnicamente attendibili, si può finalmente tracciare un profilo quali-quantitativo più dettagliato e reale del generale contesto esaminato.

“I prelievi realizzati per testare l’impatto effettivo del lockdown sulla qualità della risorsa idrica hanno rivelato che la limpidità riscontrata nelle acque del Po è principalmente riconducibile ad una minor torbidità dovuta ad una ridotta movimentazione dei materiali sospesi come sabbie, fanghi e argilla” ha commentato il Segretario Generale del Distretto Meuccio Berselli. “Le cause quindi sono da considerarsi per lo più legate alle scarsissime precipitazioni cadute nei mesi considerati e alla diminuzione dell’utilizzo della risorsa. Queste dunque le ragioni che hanno consentito la sedimentazione dei materiali sospesi, incrementando di conseguenza la trasparenza complessiva delle acque”.

I luoghi geografici scelti dai ricercatori lungo l’asta del Fiume Po al fine di poter disegnare un quadro realistico dello stato delle acque sono stati sette: Castel San Giovanni (Piacenza), Roncarolo di Caorso (Piacenza), Sacca di Colorno (Parma), Boretto (Reggio Emilia), Salvatonica impianto Palantone di Bondeno (Ferrara), Pontelagoscuro (Ferrara), Serravalle di Berra Comune di Riva del Po e Delta del Po (Ferrara) in chiusura del bacino idrografico del fiume.

Nel corso della conferenza stampa che per la prima volta dopo il periodo emergenziale si è svolta nella sede dell’Autorità distrettuale a Parma e che è stata introdotta dal Responsabile Relazioni Istituzionali dell’AdbPo Andrea Gavazzoli, il Segretario Berselli ha proseguito: “Con questo progetto intendiamo porre la massima attenzione al tema della qualità delle acque e all’esame di tutti i possibili ed ulteriori miglioramenti di performances che potremo ulteriormente realizzare in futuro con la collaborazione di tutti, enti pubblici, multiutility di servizio e privati cittadini. Oggi 6.700 impianti di depurazione hanno abbattuto i rischi di inquinanti di un tempo, ma la guardia va tenuta altissima e noi come braccio operativo del Ministero dell’Ambiente su queste rilevanti tematiche intendiamo lavorare con il massimo impegno mettendo insieme i ricercatori più qualificati”.

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