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Alluvioni, nel Cremonese
Spinadesco, Torricella del Pizzo
e Gerre i territori più a rischio

Sono Spinadesco, Gerre de’ Caprioli e Torricella del Pizzo i comuni del territorio Cremonese a maggior rischio idraulico. A dirlo è un’elaborazione di Infodata del Sole 24Ore, che rappresenta gli indicatori di rischio per frane e alluvioni relativi a territorio, popolazione, famiglie, edifici, imprese, beni culturali. A Torricella del Pizzo il rischio riguarda già il 73,4% della superficie, mentre limitati sono i rischi per le imprese (13,9%) e per la popolazione (5,5%). A Spinadesco a rischio è il 55,5% del territorio, ma più elevato è quello per la popolazione (24,9%) e per gli edifici (24,5%). A Gerre su un rischio del 54,2%, strutture e popolazione rischiano solo per il 2%.

Guardando al capoluogo, dove il rischio idraulico elevato è al 15,7%, e riguarda il 10,7% della popolazione, il 9,2% delle imprese e il 12,5% degli edifici. Si registra poi un rischio medio sul 39,9% del territorio cittadino e un rischio basso sul 29,6% della superficie. Rischi più bassi per Casalmaggiore (10,6%) e per Crema (6,1%). Tra i comuni del territorio più a rischio anche Stagno Lombardo (38%), Crotta d’Adda (29,9%) e Gussola (44,9%), Martignana (46,7%).

La percentuale è riferita alla dimensione della superficie interessata. Le aree a pericolosità idraulica elevata in Italia sono disposte su 12.405 km2 (4,1% del territorio nazionale) , le aree a pericolosità media ammontano a 25.398 km2 (8,4%), quelle a pericolosità bassa (scenario massimo atteso) a 32.961 km2 (10,9%).  In Italia, oltre 6 milioni di abitanti risiedono in aree ad elevato e medio rischio di alluvioni.

lb

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