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Ugo Rizzi: 'Questa catastrofe ci
ha insegnato che siamo fragili,
ma abbiamo saputo reagire'

“E’ stata una catastrofe che ci ha portato ad una riflessione su quanto siamo fragili, ma nello stesso tempo abbiamo avuto anche una certa forza per reagire”. Lo ha detto Ugo Rizzi, anestesista rianimatore responsabile dell’Aat 118 provinciale di Cremona dell’Azienda Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia. Per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria, il dottor Rizzi è stato in prima linea insieme ai suoi collaboratori e a tutto il personale sanitario dell’ospedale di Cremona. “C’è stato da parte di tutti un grande spirito di dedizione e una voglia di aiutare sperimentata anche da chi a sua volta si è ammalato”, ha detto Rizzi, che ha ricordato con tristezza i tanti colleghi e amici che non ce l’hanno fatta. Nei ricordi più angoscianti del medico ci sono ancora gli sguardi spaventati e smarriti di quei pazienti in gravi condizioni che chiedevano aiuto e una parola di conforto. “E’ noto”, ha detto Rizzi, “che i servizi di emergenza sono preparati, anche psicologicamente, ad affrontare le emergenze straordinarie”, ma certo questa pandemia ha toccato non poco il personale sanitario per il lungo ed estenuante periodo passato “in trincea”, sia per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro che la gestione dei pazienti. Per Rizzi, “i pronto soccorso erano troppo affollati. Questo è stato il grande problema. C’è stata un’ondata di pazienti contagiati con gravi polmoniti che richiedevano interventi immediati. Siamo stati costantemente impegnati ad incrementare mezzi e personale, e c’è stata anche la necessità di trasferire alcuni pazienti in ospedali di altre regioni o addirittura all’estero, come in Germania”. “E’ stato fatto tutto il possibile, abbiamo risposto con risorse straordinarie”, ha aggiunto Rizzi, che non sa se ci sarà una seconda ondata dopo l’estate. “Ma ora siamo tutti più preparati”. Per quanto riguarda la situazione attuale, “in ospedale si è pressochè tornati all’ordinario. Non si sa cosa sia successo, ma sicuramente ora la malattia ha diminuito di molto l’aggressività che aveva prima”.

Sara Pizzorni 

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