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Vespa samurai: dopo i lanci
nel Bresciano e nel Mantovano,
dal 2021 toccherà al Cremonese

“Dobbiamo apprezzare questo tipo di approccio alla lotta agli insetti nocivi per le coltivazioni in quanto ci permette di avere un’ottima sostenibilità ambientale vista la necessità di ridurre al minimo gli interventi con gli agrofarmaci. La vespa samurai preda esclusivamente le uova di cimice ed è assolutamente innocua per l’uomo”. Massimiliano Pedrazzoli, responsabile Caa-Cia Agricoltori Italiani Est Lombardia, commenta con soddisfazione il rilascio dei primi esemplari di vespa samurai. Obiettivo contrastare la cimice asiatica, vero flagello per la nostra agricoltura. I primi rilasci, programmati da Regione in accordo con il Crea-Dc di Firenze e il servizio fitosanitario del ministero, si sono tenuti alla presenza dell’assessore regionale Fabio Rolfi nel Mantovano, a Pegognaga, e nel Bresciano, a Calcinato e a Sulzano.

Quindici i lanci previsti in provincia di Mantova, cinque in quella di Brescia. Nelle altre province lombarde, Cremona compresa, verranno effettuati a partire dal prossimo anno. “Partiamo dalle province più colpite – ha spiegato Rolfi -. I raccolti di pere mantovane subiscono danni fino al 70%, così come le pesche e le prugne a Brescia. Ma la cimice asiatica colpisce tutto il territorio lombardo”. Mantova, con 8 milioni e 700mila euro di danni, è la provincia lombarda più colpita secondo i dati raccolti dalla Regione. I comuni coinvolti sono 52, con una percentuale di danno sulla produzione lorda vendibile del 50%. Nel Bresciano sono 60 i comuni colpiti, con danni vicini ai due milioni e il 31% di danno su plv. Stessa percentuale in provincia di Cremona, con cinque comuni colpiti e danni vicini al milione di euro. “Finalmente anche nel nostro territorio si cerca di contrastare il problema cimice asiatica – aggiunge il tecnico Cia Agricoltori Italiani Est Lombardia, Paolo Lavagnini -. Questo lancio della colonia di vespa samurai che si ciba delle uova della cimice penso sia un bel passo avanti nelle sperimentazioni e nel contenimento dell’insetto dannoso. Ricordo benissimo i danni provocarti lo scorso anno e penso che sia un problema serio per il comparto dei produttori ortofrutticoli da sostenere ed affiancare come sta facendo il Crea con questa sperimentazione”.

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