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Sospendere decisioni su
fusione di Lgh in A2a: ordine
del giorno della minoranza

La sede A2a

Sospendere ogni decisione relativa alla fusione Lgh in A2A con cambio azionario: questa la richiesta avanzata, attraverso un ordine del giorno presentato il 10 luglio in Consiglio comunale, dai partiti di minoranza. Un documento sottoscritto da Carlo Malvezzi (Forza Italia), Alessandro Zagni (Lega), Marcello Ventura (Fratelli D’Italia), Maria Vittoria Ceraso (Viva Cremona), Luca Nolli (5 Stelle).

Le motivazioni dell’opposizione risiedono in una decisione assunta dal Tar della Regione Lombardia di Milano, che “ha temporaneamente sospeso la delibera con la quale il Consiglio Comunale di Seregno del 20 aprile 2020 ha approvato la partnership della propria multiutility con A2A, accogliendo il ricorso presentato dal consigliere grillino Marco Fumagalli” fanno sapere i firmatari. “Sospensione confermata poi in data 24 giugno. A seguito di questa decisione l’accordo tra le due società, che prevede l’ingresso di A2A nel capitale azionario di Aeb con una partecipazione del 33,5 per cento, resta congelato poiché il Tar ritiene sussistano i presupposti di “estrema gravità e urgenza”. Questioni che meritano “adeguato approfondimento, tenuto conto degli interessi sottesi all’operazione di integrazione societaria tra il gruppo Aeb e il Gruppo A2A”.

Il Tar sottolinea, come si legge nella sentenza, che “la modificazione strutturale è potenzialmente idonea ad incidere sul mantenimento e sulle caratteristiche delle partecipazioni da parte del Comune di Seregno, dal momento che le società del gruppo Aeb sarebbero sottoposte al controllo negoziale della società A2A” e che “l’operazione approvata con la deliberazione consiliare impugnata, a prescindere dal titolo giustificativo, rientra pertanto tra quelle che l’articolo 1 del decreto legislativo 19 agosto 2016, numero 175, include nel perimetro applicativo delle disposizioni del testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, tra cui l’articolo 17, comma 1, che impone la selezione del soggetto privato mediante la procedura ad evidenza pubblica”. In un passaggio il dispositivo afferma inoltre che “Non è infatti pacifico che quell’operazione di integrazione strutturale sia l’unica possibile strategia di crescita per il gruppo capeggiato da Aeb, non essendo stata dimostrata, con l’esperimento di un’adeguata indagine di mercato, l’impossibilità di perseguire modelli alternativi ed equipollenti di crescita mediante la partecipazione di altri soggetti”.

“Non possiamo non rilevare come la citata decisione abbia molte attinenze con quanto deliberato dal Consiglio Comunale di Cremona con atto  n. 77 del 18 dicembre 2015 quando la maggioranza ha approvato l’indirizzo per l’accettazione dell’offerta vincolante per l’acquisizione di una quota pari al 51% Linea Group Holding (LGH) formulata da A2A spa nella prospettiva di integrazione tra A2A e LGH” evidenziano i consiglieri di opposizione.

“Ricordiamo in proposito che l’Anac con la Delibera n. 172 del 21 febbraio 2018 ha già affermato che la vendita del 51% di Linea group holding spa ad A2A (per oltre 98 milioni di euro) avrebbe dovuto passare attraverso una gara pubblica e che il Tar Lazio, con sentenza del 21-10-2019,  ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Aem spa contro Anac per l’annullamento della citata delibera”.

Alla luce di tutto questo, i capigruppo di minoranza chiedono quindi a Sindaco e Giunta “di sospendere ogni decisione relativa alla fusione LGH in A2A con cambio azionario (opzione possibile dal 4/8/2020 come previsto all’atto  del rinnovo dell’accordo di partnership avvenuto in data 4/8/2019) in attesa dell’esame definitivo della questione relativa all’annullamento della delibera del Consiglio Comunale di Seregno del 20 aprile 2020 con la quale è stata approvata l’aggregazione tra Aeb ed A2A”.

Ciò che si teme è infatti “che la fusione possa essere attuata senza alcuna informativa al Consiglio Comunale, come già avvenuto l’anno scorso in occasione della proroga-integrazione dell’accordo di partnership A2A-LGH che non è stata mai sottoposta, discussa e approvata dal Consiglio o presentata in Commissioni o Uffici di Presidenza . Ci sembra che quanto affermato dal Tar Lombardia per un caso del tutto assimilabile a quanto avvenuto a Cremona  non possa essere ignorato ma anzi debba essere preso in seria considerazione in quanto ancora una volta si presumono profili di illegittimità in relazione ad un’operazione di partnership al di fuori di una gara pubblica, principio sempre sostenuto dalla minoranza fortemente contraria alla svendita di Aem decisa dall’attuale maggioranza”.

L’ORDINE DEL GIORNO

 

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