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Morto alla vigilia del 91esimo
compleanno l'ex sindaco
Renzo Zaffanella

Si è spento ad un passo dai 91 anni che avrebbe compiuto il 23 di ottobre, Renzo Zaffanella, indimenticato sindaco di Cremona. Una breve malattia, un ricovero in ospedale e quindi la morte nella sua casa di via Lugo. Con lui la città ha fatto un salto di qualità nel campo ambientale, culturale e sociale. E’ stato un grande sindaco, con uno sguardo sempre sul futuro. Con lui sono stati dieci anni straordinari per Cremona.

Lo scorso anno vennero festeggiati i suoi novant’anni nel salone dei quadri di palazzo comunale.In quell’occasione venne presentato un libro scritto da Fabrizio Loffi sulla sua vita e sulla sua attività pubblica con prefazione di Giorgio Mantovani, presidente del Circolo Filodrammatici che insieme al Kiwanis e al Comune di Cremona organizzarono l’evento. Prima consigliere provinciale, poi assessore all’agricoltura, vicepresidente, presidente dell’Istituto Autonomo della case popolari, poi presidente del Consorzio del Canale navigabile, quindi deputato per due legislature.

Il 6 giugno 1980 venne eletto sindaco a capo di una giunta di sinistra e dal 18 luglio 1985 di nuovo sindaco con una giunta di centrosinistra PSI-Dc-Pri-Pli. Elencare quanto realizzato a Cremona durante i suoi due mandati richiederebbe pagine su pagine. Il primo atto appena arrivato nel 1980 fu quello di cercare di spostare la stazione degli autobus da piazza Marconi, dove quotidianamente arrivavano 137 autobus di linea portando grande inquinamento e disagi al traffico. Zaffanella trovò la soluzione occupando un suolo privato per pubblico interesse all’area delle ex tramvie e trasferendo gli autobus ricavando anche 250 posti auto. Nello stesso decreto fu inserita (sempre per interesse pubblico) l’occupazione dell’area poi diventato parco di via dei Classici.

E ancora, la realizzazione del centro sportivo al Po, il potenziamento del porto, la tangenziale cittadina, lo spostamento dello scalo merci ferroviario a Cavatigozzi, il depuratore del Morbasco, il parco al Po. E poi il rilancio del centro storico con diecimila cremonesi che il 23 settembre 1989 festeggiarono la “rambla” di corso Campi, la chiusura al traffico di via Beltrami, via Cavallotti, Largo Boccaccino e via Lombardini. Ed ancora il grande respiro culturale con il restauro del museo Civico, il 2200° di fondazione di Cremona (con la visita del presidente della Repubblica Sandro Pertini), il Centro di Musicologia Stauffer, l’acquisizione comunale del teatro Ponchielli che rischiava la chiusura, la mostra dei Campi, quella per il 250°anniversario della morte di Stradivari con il lancio del Festival di Cremona, il film Stradivari. E nel campo assistenziale la creazione del Centro Barbieri, la casa Elisa-Maria di via Aselli con l’ingegner Carutti, il centro socio educativo di via del Platani. Agli ultimi anni risale la costituzione della fondazione “Dopo di noi insieme”, che ha lo scopo di offrire una vera casa con operatori specializzati ai disabili gravi che, con il venir meno della famiglia di appoggio, sarebbero costretti al ricovero in istituti.

 

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