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Cattolica, i corsi trasferiti
da oggi a S.Monica. Le prime
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#Cremona: la nuova sede dell’Università Cattolica all’ex complesso di Santa Monica apre le sue porte. Da oggi il via alle lezioni

Pubblicato da Cremona1 su Lunedì 5 ottobre 2020

Da oggi le lezioni dell’Università Cattolica (corsi triennali in economia aziendale e scienze alimentari) e della Smea – l’Alta scuola di management ed economia agroalimentare dell’Università Cattolica di Cremona – si sono trasferiti nella nuova sede di via Bissolati. E sarà l’effetto “Santa Monica”, sarà la buona reputazione di cui Smea gode da decenni, fatto sta che anche in questo periodo gravato dalla pandemia e da tanti fattori di incertezza, anche economica per molte famiglie, crescono le iscrizioni per i corsi erogati dall’Alta scuola di management ed economia agroalimentare dell’Università Cattolica di Cremona.

La laurea magistrale. Sono quasi cinquanta gli iscritti alla Laurea magistrale in Agricultural and food economics, «Numeri record – come ci dice il professor Paolo Sckokai, responsabile della Magistrale – che di danno molta soddisfazione».
Tra gli iscritti, undici sono stranieri, che hanno scelto la Magistrale Smea attraverso i normali canali di iscrizione o per mezzo di Afepa (Agricultural, Food and Environmental Policy Analysis) un programma – di cui Smea è partner – che a livello internazionale risponde alla crescente necessità di comprendere meglio gli effetti socio-economici e ambientali delle politiche in campo agroalimentare.
Del resto, nella storia della Laurea magistrale Smea, l’orientamento all’internazionalizzazione è sempre stato molto forte: i corsi sono interamente erogati in lingua inglese e l’Alta Scuola della Cattolica di Cremona intesse da anni numerosi e intensi rapporti con gli atenei di mezzo Mondo. Tra cui spicca la partnership con l’Università di Wageningen nei Paesi Bassi, una delle più prestigiose al Mondo in campo agroalimentare, con la quale Smea condivide un double degree. Ciò permette agli studenti dei due atenei di frequentare il secondo anno del loro corso di studi presso l’università partner e, al termine dei corsi, grazie al mutuo riconoscimento degli esami, di conseguire entrambi i titoli.

«Non tutti gli studenti saranno in aula dal primo giorno – precisa il professor Sckokai. Per coloro che provengono da Paesi extra Ue, si creano spesso ritardi per problemi di visto. Comunque nessun problema, seguiranno a distanza, perché le lezioni saranno in presenza ma simultaneamente trasmesse in streaming e registrate per chi vive in paesi con fusi orari differenti».

Il Master. Anche per il Master in Agrifood business i numeri sono molto positivi. «Gli iscritti alle selezioni sono quaranta – ci spiega il professor Stefano Boccaletti, direttore del Master. Ma il processo selettivo è molto rigoroso, e dunque e solo pochi possono poi accedere al corso vero e proprio».

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