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Polizze fantasma:
l'assicuratore Franco Romani
e la moglie patteggiano

Ha patteggiato una pena di tre anni, Franco Romani, l’assicuratore cremonese di 64 anni, ex sub agente di Generali Italia Spa, finito nei guai per appropriazione indebita aggravata, truffa aggravata e autoriciclaggio. Anche la moglie Rossella Marina Biadico, 59 anni, ha scelto la strada del patteggiamento: un anno e sei mesi con la sospensione condizionale. Entrambi erano assistiti dall’avvocato Carlo Ambrosini.

Per la procura, negli anni Romani, oggi disocuppato, si era intascato qualcosa come 4.206.895,00 euro tra polizze fantasma, e cioè prodotti assicurativi spacciati come emessi dalle Generali, quietanze contraffatte o, in caso di polizze vere, premi mai girati alla Compagnia Generali Italia. La moglie, invece, era accusata di riciclaggio. Entrambi i coniugi avevano operato su una trentina di conti correnti a loro intestati. “Dall’accertamento parallelo avvenuto in sede fiscale”, ha spiegato il difensore, “è emerso che Romani aveva già ampiamente restituito buona parte delle somme sotto forma di interessi o rimborso capitale relativo a polizze non stipulate”. Tutte le posizioni sono già state risarcite. “Generali è stata vicina ai clienti”, ha aggiunto il legale, “dimostrandosi una Compagnia seria anche in un caso così delicato”.

La frode era stata scoperta quando uno dei 590 clienti di Romani gli aveva chiesto il riscatto della polizza per pagare le tasse. Peccato che la polizza non era mai esistita. Di clienti, per lo più provenienti dal cremonese e dal bresciano, Romani ne aveva truffati 52. E aveva continuato a farlo anche dopo che gli era stato revocato il mandato. L’ex sub agente, che è stato anche allenatore della Ju-Vi in serie B, lavorava da vent’anni nell’Agenzia di corso Settembre (già Assicurazioni Generali spa- agenzia principale di Cremona est). A presentare in procura querela a suo carico era stato il responsabile dell’Agenzia Angelo Ronca al quale tempo prima erano arrivate critiche sui prodotti assicurativi che la Compagnia avrebbe asseritamente offerto ai clienti.

Franco Romani era accusato di appropriazione indebita aggravata in quanto per la procura fino al dicembre del 2017 aveva stipulato polizze assicurative e d’investimento, appropriandosi di somme di denaro pari a 1.494.112,00 euro, omettendo di versarle all’Agenzia di Assicurazioni: in particolare, a fronte della ricezione delle somme da parte dei clienti attraverso pagamenti in contanti e titoli di credito all’ordine di se stesso, aveva raffigurato l’effettuazione di diverse somme di investimento, solo in parte realmente disposte, incassandole anche su alcuni rapporti finanziari a lui intestati, non restituendo il capitale investito alla scadenza indicata a seguito delle espresse richieste di restituzione delle somme da parte dei clienti.

Romani doveva anche rispondere di truffa aggravata per aver proposto e stipulato con i suoi clienti false polizze assicurative e d’investimento finanziario che aveva loro proposto, inducendoli a ritenerle come reali, realizzando così un danno patrimoniale pari a circa 2.712.783,00 euro.

Infine il reato di autoriciclaggio per aver trasferito in attività economico, finanziarie e speculative parte del denaro, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa, in particolare reinvestendo i proventi dei reati di appropriazione indebita e truffa in prodotti finanziari accesi presso la società di gestione Amundi Sgr s.p.a.

La moglie, invece, doveva rispondere della sola accusa di riciclaggio per aver trasferito il denaro illecitamente percepito dal marito, facendolo transitare sui conti correnti a lei intestati o riconducibili alla stessa, movimentandolo ed investendolo in prodotti finanziari sino ad arrivare alla loro dispersione.

Sara Pizzorni

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