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Morti per Covid, presentate
in procura a Bergamo nuove
denunce: sei sono cremonesi

Ci sono anche quelle di sei cremonesi tra le 150 denunce depositate in procura a Bergamo dal comitato ‘Noi Denunceremo’, che cura gli interessi delle vittime del coronavirus e dei loro familiari. Si tratta dell’ultimo step di una serie di azioni portate avanti in questi mesi, che finora ha visto presentare un totale di 300 denunce, tra qui quelle di una decina di cremonesi, persone che hanno perso qualche parente durante la prima ondata della pandemia. Quello che cerca il comitato, è di chiarire se vi siano delle responsabilità per le tante morti che hanno caratterizzato i mesi più duri.

“Dopo trentaseimila morti ufficiali ed altre migliaia ufficiose che non rientrano nella conta perchè morte soffocate nel letto di casa o in qualche Rsa senza un tampone, mentre gli ospedali esplodevano, non solo non abbiamo assistito ad alcun rappresentante delle istituzioni che si sia fatto spontaneamente da parte, ma sia il Presidente del Consiglio che il Presidente di Regione Lombardia hanno iniziato una campagna mediatica regionale, nazionale ed internazionale che ne esaltasse le gesta in quei drammatici mesi” il presidente del comitato, Luca Fusco.

“Ci siamo letti migliaia di pagine di documenti e abbiamo trovato conferma, in un articolo scritto per mano del consulente del Governo, Walter Ricciardi, che hanno dovuto sigillare un intero Paese perchè non avevano nessuna idea se quello che stesse succedendo in Lombardia si stesse verificando nel resto d’Italia” aggiunge la legale del comitato Consuelo Locati. “Hanno dovuto chiudere tutto il Paese “alla cieca” perchè nel pieno dell’emergenza il sistema di sorveglianza epidemiologica presentava fortissime criticità. E presentava fortissime criticità perchè non esistevano un piano pandemico nazionale e piani pandemici attuativi regionali aggiornati, e non erano mai state fatte le relative esercitazioni”.

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