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Visite annullate e prenotazioni
impossibili: l'appello del Centro
Tutela diritti del malato

Visite annullate o posticipate a data da destinarsi, controlli impossibili da programmare, esami che non si fanno più: una situazione pesante, quella che denuncia il Centro tutela diritti del malato “Anna Rossi” di Cremona, che punta il dito su una situazione che ormai si perpetua da mesi e che costringe centinaia di pazienti a migrare in altre province alla ricerca di assistenza, spesso senza poter ricorrere al sistema sanitario nazionale.

“Il Covid 19 , come si temeva, ha ripreso forza e di nuovo tutta l’attenzione si è concentrata sulla pandemia” commenta il portavoce, Vincenzo Girelli. “Se è normale che ciò avvenga per gli organi di informazione ed il cittadino comune, non è accettabile per chi, avendo competenze e responsabilità di programmazione, dimentica in modo sistematico che non esistono solo i malati di Covid 19, ma cittadini ammalati di altre patologie, che hanno il diritto alla salute ed alla prevenzione delle malattie non-Covid 19”.

L’associazione denuncia quindi “la non più tollerabile situazione delle visite cosiddette di controllo tese alla prevenzione di patologie in atto, visite ed esami che di fatto non sono più praticati nelle strutture accreditate (pubbliche e private) del territorio della Asst di Cremona”. Così spesso accade che “chi aveva già da tempo fissato una visita non urgente si sente rispondere che gli appuntamenti sono annullati e che non sono possibili prenotazioni”.

L’alternativa? “Emigrare nelle strutture ospedaliere delle vicine provincie o pagare di tasca propria le prestazioni” continua Girelli, che punta il dito contro una mancnza di programmazione, da parte delle istituzioni sanitarie “Ci chiediamo perché l’assessorato al Welfare di Regione Lombardia, attraverso il proprio direttore della Sanità, e Ats Valpadana non intervengano in modo fattivo per risolvere questa situazione. La legge 23 di riforma della salute in Lombardia affida a queste due strutture il compito di organizzare e fornisce loro dei poteri. Perché non intervenire potenziando le strutture pubbliche in funzione della riduzione delle liste di attesa, che oramai sono liste completamente ferme? Continuare ad ignorare un problema di questa gravità significa non tutelare la salute dei cittadini cremonesi”.

Un’altra accusa viene lanciata al mondo della politica: “Ci siamo rivolti spesso ai politici locali, in particolare a chi milita in partiti che fanno parte della maggioranza in Regione Lombardia, ma le risposte non sono arrivate” conclude Girelli, che lancia un appello. “Oggi ci rivolgiamo a tutti i sindaci del Distretto di Cremona perché facciano sentire in modo univoco e forte la loro voce, che è poi la voce di noi cittadini cremonesi, a tutela del nostro diritto alla salute che è prima di tutto diritto alla medicina di prevenzione”.

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