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Export industria alimentare in caduta verticale, Zucchi: 'Prossimi mesi critici'

Una caduta verticale, del 18,8% su base congiunturale, quella registrata dell’export cremonese del 2° trimestre per le aziende del settore alimentare. Lo hanno annunciato i vertici dell’Associazione industriale e dalla presidente Alessia Zucchi. “Sostanzialmente tutte le categorie hanno subìto un rallentamento ad eccezione di quella dei prodotti da forno che hanno avuto un rialzo (+13,1%). dei beni destinati all’alimentazione animale (+24,1%) e degli oli, stabili” commenta l’associazione.

Tuttavia, la riduzione del dato tendenziale (-8,8%) è più contenuta, rispetto a quello congiunturale, e coinvolge meno categorie merceologiche, un chiaro riferimento alle difficoltà date dalla pandemia e dal lock down che hanno decisamente inciso sui consumi. Ha sofferto il settore che ci connota maggiormente, quello del lattiero caseario, le cui esportazioni sono calate sia su base trimestrale (-16,8%) che annuale (-21,1%).

Aggregando i dati su base semestrale, la performance dell’export cremonese risulta abbastanza simile a quella nazionale (+2,5% e +3,5% rispettivamente, in confronto a un anno fa; cfr. Tab. 2). A differire sono le categorie cresciute di più durante i primi sei mesi dell’anno: in provincia di Cremona, infatti, sono aumentati soprattutto carne e lavorati (+43,3%), i prodotti amidacei (+29,2%), frutta e ortaggi (+25,0%) e il gruppo residuale che comprende i dolci (+7,5%). Si conferma dunque, anche nel caso cremonese, che la performance positiva del primo trimestre è riuscita a più che compensare quella negativa del secondo.
L’89,4% delle importazioni alimentari cremonesi proviene dall’Europa.

“Il prossimo banco di prova per le aziende alimentari sarà l’ultimo e il primo trimestre del 2021″ commenta Alessia Zucchi. “Se l’estate del 2020 ha visto una precaria ripresa sul fronte del comparto ristorazione i prossimi mesi saranno davvero critici. Il turismo che incide con questo comparto ha visto una drastica riduzione di presenza turistiche estere. Il momento delle festività natalizie, ormai prossimo, incide oltretutto su alcune categorie in modo rilevante. Non possiamo poi non guardare con estrema attenzione al risultato delle prossime elezioni americane che avranno ripercussioni sui mercati mondiali delle commodities agricole e prodotti alimentari, per tutto il tema dei dazi, e anche sulla politica monetaria e i relativi effetti sul cambio euro/dollaro. Il comparto comunque ha tenuto maggiormente rispetto ad altri e questo è un segnale positivo.

I nostri imprenditori e le loro maestranze hanno saputo interpretare al meglio il momento critico, serrando i ranghi. Con spirito di servizio hanno evitato l’interruzione di catene di fornitura mondiali che vanno presidiate e preservate. Per evitare che al termine del momento acuto della pandemia non si possano cogliere le opportunità di ripresa che ci auguriamo possano esserci. Il 2021 resterà comunque ancora un anno fortemente condizionato dalla pandemia”.

“I numeri confermano le doti anticicliche del comparto” aggiunge Ilaria Macconi (Cersi). “Le imprese alimentari cremonesi, che avevano iniziato l’anno macinando record, già a Giugno avevano recuperato il terreno perso durante i mesi più critici della pandemia. Questa, peraltro, sembra non aver interferito con il processo di maggior apertura ai mercati asiatici (Cina in primis) da parte delle aziende cremonesi. Le recenti iniziative, commerciali e non, del Regno Unito e degli Stati Uniti potrebbero averlo incoraggiato. In questa fase l’attività di monitoraggio dei dati è divenuta ancora più cruciale. Attendiamo tutti infatti di comprendere come evolveranno i flussi del commercio mondiale nei prossimi mesi, che si prospettano ancora all’insegna dell’incertezza”.

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