Ultim'ora
3 Commenti

120 anni fa a
Cremona nasceva
la lampadina Osram

Il 12 novembre 1900, esattamente 120 anni fa, nasceva la lampadina Osram. Non in Germania che l’ha sfruttata poi industrialmente, ma qui a Cremona sulle rive del Morbasco.E si chiamava proprio Osram, un acronimo che non derivava dall’accostamento dei due termini osmio e wolframio, ma la lettura alla rovescia del termine “Marso” che i cremonesi di allora conoscevano molto bene in quanto era la palude formata dal Morbasco lungo via Massarotti, a cinquanta metri da via Trebbia. E proprio lì, in una vetreria (la Società Vetraria Cremonese) si è realizzata la prima lampadina della storia moderna. Grazie alle intuizioni di un trio di geniali inventori: il vetraio il cui nome non è stato consegnato alla storia, il farmacista Cavanna e l’industriale Fortunato Arvedi.

La storia, un mix di giallo e spionaggio industriale, non sarebbe mai venuta alla luce se un cremonese, Gabriele Lazzari, non l’avesse ostinatamente ricercata e documentata con un faldone di oltre 400 pagine e persino con un esemplare della lampadina Osram (Marso all’incontrario) rinvenuta casualmente in una soffitta in via Carlo Speranza. La lampadina è del tipo a incandescenza a filamento metallico con arcolaio, con il bulbo in vetro e impresso in trasparenza a smeriglio il marchio Osram con lo stemma del Comune di Cremona e il motto “Fortitudo mea in brachio”. Poi scritte a mano libera il nome del vetraio F.R. e la data 12 novembre 1900. Dunque molto prima che il barone tedesco Auer von Welsbach brevettasse nel 1906 la prima lampadina moderna con filamento in tungsteno con il marchio Osram.

Le lampadine cremonesi vennero date in dotazione alle vecchie latterie comunali e alle farmacie comunali. Una di queste è ancora conservata al museo di storia naturale della città. Purtroppo la commercializzazione del prodotto non fu molto fortunata e, pur essendo un prodotto d’avanguardia, fu presto abbandonato e il farmacista Cavanna, primo ideatore della luce elettrica pubblica a Cremona, chiuse la vetreria. Così la Osram ricomparì pochi anni dopo in Germania e fece la fortuna della Auer.

© Riproduzione riservata
Commenti