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Differenziare le province per
gravità pandemia: da Cabina
di Regia parere negativo

Cremona e Bergamo, province che registrano una minore incidenza del contagio rispetto alle altre zone della Lombardia, molto verosimilmente non potranno godere di un trattamento diverso rispetto al resto della regione, così come avevano chiesto i sindaci dei due Comuni capoluogo, oltre ai sindaci dei comuni maggiori e ai presidenti delle Province,  al Ministero della Salute.

La nota ufficiale non è ancora pervenuta, ma il parere dell’Istituto superiore di sanità è già contenuto nel verbale della cabina di regia del 22 gennaio: l’Iss ritiene inopportuna una differenziazione che creerebbe squilibri regionali. Il Ministero .- a cui si erano rivolti gli enti locali – deve tuttavia prendere ancora la decisione.

“In considerazione – si legge nel verbale della Cabina di regia del 22 gennaio –  della elevata mobilità intra provinciale e regionale, della circolazione del virus non solo in tutta la Regione ma anche in tutti i territori richiedenti con livelli di incidenza molto diversi in aree contigue, dell’incidenza complessivamente elevata nella Regione Lombardia e dell’impatto ancora molto elevato dell’epidemia sui servizi sanitari, considerata la impossibilità di questa cabina di regia di valutare in modo puntuale la resilienza a livello sub-regionale, in linea generale si ritengono non esenti da rischi, eventuali rilassamenti localizzati delle misure in questa fase epidemica.

Infatti, una frammentazione delle misure di mitigazione, rischia di compromettere gli sforzi per ridurre la trasmissione in un momento in cui rimane critico controllare una epidemia diffusa in tutto il Paese con livelli di incidenza settimanali >50/100,000 abitanti in tutte le Regioni/PPAA”.

La richiesta di differenziare le diverse zone della Lombardia a seconda della gravità della situazione pandemica era stata inoltrata dal Ministro Speranza alle massime istituzioni sanitarie nazionali, l’Iss e la direzione generale di Prevenzione sanitaria  a metà gennaio. Era stato il Capo di Gabinetto del Ministro della Salute a comunicare ai sindaci firmatari l’interessamento alla questione posta; dal canto loro i sindaci partivano dalla constatazione che il numero di contagi ogni 100mila abitanti risultava inferiore nelle province di Bergamo e di Cremona rispetto al resto della regione, che dal 15 gennaio era diventata ‘rossa’.

Giuliana Biagi

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