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Scuola, Manfredini (Cisl): 'Servono chiarezza su dati e congedi alle famiglie'

“Serve chiarezza sui dati, ma soprattutto servono aiuti per le famiglie, in termini di congedi parentali”: così Monica Manfredini, segretaria regionale della Cisl Scuola, commenta la situazione di repentina chiusura degli istituti scolastici, con l’ordinanza firmata nei giorni scorsi dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

“Mi fido delle istituzioni, ma vorrei che ci fornissero i dati che evidenziano l’aumento dei contagi negli istituti scolastici” sottolinea la sindacalista.

“Sappiamo che ora i contagi tra i giovani sono in aumento, ed è calata anche l’età media delle persone che finiscono in ospedale.

Fontana ha deciso con poco preavviso ma presumo lo abbia fatto con in mano dati che evidenziano come tenere aperte le scuole sarebbe stato un grave problema”.

Assurda, quindi, la guerra tra genitori su chi può o non può portare i figli a scuola: “In questi giorni ai presidi arrivano fiumi di richieste da parte di genitori che chiedono di poter portare i figli a scuola ugualmente”.

La circolare firmata dal direttore regionale dell’Ufficio scolastico, Augusta Celada, spiega che la possibilità di svolgere la didattica in presenza è garantita “qualora sia necessario l’uso di laboratori” (che però nelle scuole cremonesi sono temporaneamente stati sospesi) o “in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”.

A ciò si aggiunge che “nell’ambito di specifiche, espresse e motivate richieste, attenzione dovrà essere posta agli alunni figli di personale sanitario (medici, infermieri, OSS, OSA…), direttamente impegnato nel contenimento della pandemia in termini di cura e assistenza ai malati e del personale impiegato presso altri servizi pubblici essenziali”.

“Tutti i lavori sono essenziali” evidenzia Manfredini. “Ma ci troviamo in una situazione di pandemia, dove il rischio è che gli studenti possano contagiarsi tra loro e poi trasmettere il virus ai genitori o ai nonni”.

Anche per questo servono dichiarazioni certe da parte dei vertici regionali: “Dicano chiaramente se la scuola porta a un problema di salute pubblica, perché le persone hanno diritto di capire con chiarezza quanto sta accadendo.

La presa di posizione deve essere una sola a tutti i livelli istituzionali, perché la chiusura delle scuole è un problema non solo per i genitori ma anche per i ragazzi. Ed è giusto avere chiarezza”.

Anche perché a molti può sembrare una contraddizione il fatto che “chiudono le scuole ma tutto il resto rimane aperto. Il vero problema è che questa ordinanza improvvisa, senza nessun aiuto, ha lasciato sole le famiglie”.

La Cisl tiene alta l’attenzione anche sul tema dei vaccini, soprattutto dopo la confusione generata nei giorni scorsi. “Ora stanno arrivando gli sms agli insegnanti e al personale scolastico, dopo i primi inceppi.

Ricordiamo che le scuole non sono chiuse, perché c’è il tema dei bambini disabili che comunque vanno a lezione in classe, ed è fondamentale tutelare chi svolge l’azione educativa, ma anche il personale che si occupa della scuola ogni giorno”.

Laura Bosio

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