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Pd, Enrico Letta nuovo segretario. 'Partito aperto e inclusivo'

(foto di repertorio)

Si è svolta questa mattina, domenica 14 marzo, l’assemblea nazionale del Partito Democratico, per la prima volta in videoconferenza. All’ordine del giorno le dimissioni dell’ex segretario nazionale Nicola Zingaretti e l’elezione del successore. Come pronosticato, come nuovo segretario è stato Enrico Letta.

Ad aprire i lavori è stata la Presidente Valentina Cuppi che ha invitato i Democratici a sfruttare le dimissioni di Zingaretti per superare la lotta tra correnti. Poi l’atteso intervento di Letta e la votazione per la sua candidatura a segretario: 860 voti favorevoli, 2 contrari, 4 astenuti.

“L’impressione è stata molto positiva, sotto la guida di Letta credo che il partito possa finalmente rilanciarsi e non è solo il risultato delle votazioni a farmelo pensare, ma anche i temi sui quali intende puntare”, ha spiegato Santo Canale, referente dell’ex segretario Zingaretti in provincia di Cremona, eletto in Assemblea Nazionale e questa mattina, appunto, collegato in videoconferenza.

“Unità, rigenerazione e partecipazione – ha detto Canale – sono state le parole chiave del suo programma. In particolar modo l’attenzione ai giovani che, pur consapevole che ad oggi non sono attratti dal Partito Democratico (parlano le statistiche), vuole mettere al centro dell’attività politica”

L’esponente dem ha evidenziato: “La sfida è far diventare il Pd il partito dei giovani; le nuove generazioni rappresentano il futuro e solo guardando a loro potremo capire come lavorare al meglio per gli Italiani. Il loro contributo è prezioso ed insostituibile e proprio per questo, iniziativa che ho molto apprezzato, Letta vorrebbe estendere la possibilità di voto ai 16enni”.

“I giovanissimi – ha aggiunto – sono spesso disinteressati alla politica perché si sentono esclusi, è come se la politica non li riguardasse: non deve essere cosi e penso che renderli partecipi, chiamarli ad esprimere la propria opinione sia il miglior modo per avere la loro attenzione. Devono sapere che il loro punto di vista conta.”

“Letta ha poi parlato a lungo del tema dell’apertura – continua Canale -: la sua intenzione è quella di spalancare le porte del Partito per creare una nuova coalizione di centrosinistra su iniziativa e leadership del Pd”.

Canale quindi ammette: “Nonostante la modalità ‘limitante’ in videoconferenza, credo che l’Assemblea di questa mattina sia stata importante. Ultimamente eravamo tutti un po’ disorientati… Zingaretti con le sue dimissioni ha voluto dare uno scossone al Partito e devo dire che ci è riuscito”.

“Dopo un lungo periodo di divisioni interne – ha concluso -, oggi il Pd si è ricompattato intorno al nome di Letta. Penso che potrà fare molto per il Partito. E adesso non vedo l’ora di rimetterci tutti al lavoro, con uno spirito nuovo, con meno polemiche e più vicini alle persone.”

Il segretario provinciale Vittore Soldo ha invece sottolineato: “La candidatura e l’elezione di Enrico Letta alla segreteria del Partito Democratico ha rimesso in campo l’azione di un partito che per troppo tempo è rimasto schiacciato su logiche di governo nonostante le condizioni al contorno, il quadro politico e le contingenze fossero completamente cambiati”.

“Le parole usate da Letta – ha aggiunto – rispondono alle domande uscite nella riunione dei segretari di circolo della nostra Provincia, pochi giorni fa. Necessità di riprendere i temi di progressività fiscale, equità, riduzione delle disuguaglianze e accesso diffuso ai servizi di base, facendo in modo che queste tematiche accompagnino l’azione di governo e al tempo stesso riprendere un dibattito interno franco, profondo e che coinvolga la base nonostante le difficoltà dettate dalla pandemia: riorganizzare un partito per rispondere a mutate e repentinamente mutevoli condizioni di vita, nuove istanze e nuovi bisogni”.

Soldo ha poi rimarcato: “Nell’intervento del segretario nazionale è stato toccato il tema dei giovani, ancora troppo poco coinvolti nelle scelte di questo Paese, così come i temi della parità di genere o quello dell’integrazione. Oltre a salvarci dobbiamo avere l’ambizione e l’obiettivo di uscire migliori da questa pandemia che ha messo in evidenza tutte le nostre fragilità, non ultima quella di un nuovo rapporto tra sviluppo e ambiente. Il tema della sostenibilità non può più rimanere solo nei programmi e nei volantini elettorali: adesso siamo nella necessità di fare veramente qualcosa che migliori lo stato di salute delle nostre città, del nostro ambiente e delle condizioni di vita”.

“Lo stesso Letta – ha concluso – ha aggiunto però qualcosa di molto importante: non basta un segretario, bisogna che tutto il partito cambi perché è cambiato il mondo e per favorire un cambio di passo è necessario che tutta la comunità cambi. Non basta cambiare una persona. La bontà del progetto per la rigenerazione ed il rilancio del Partito Democratico di Letta è accompagnato dalla sua storia: non possiamo più chiuderci all’interno delle nostre sedi. Bisogna aprirsi al mondo e coinvolgere tutti quanti vorranno partecipare a costruire un Paese più inclusivo e moderno. Adesso ci aspetta il lavoro sul territorio e credo che ce ne sia grande voglia e aspettativa”.

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