Cronaca
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Scuola, presidi: no ritorno
al 100% in presenza

No al ritorno alla didattica in presenza al 100% dal 3 maggio: per i presidi del territorio cremonese la decisione resa nota in queste ore dal premier Draghi è tutto tranne che prudente, almeno per il nostro territorio: con il nodo trasporti ancora irrisolto e tutti i problemi degli assembramenti fuori da scuola, infatti, il rischio di ricadere in un’ondata di contagi è dietro l’angolo.

“In un mondo ideale tutti vorremmo gli studenti a scuola al 100%, e la scuola sarebbe pronta per questa eventualità. Tuttavia, confrontandoci tra dirigenti abbiamo stabilito che la cautela e la gradualità siano importanti in questo periodo, in cui i ragazzi ancora non sono vaccinati, le varianti sono presenti, abbiamo appena ripreso al 50%” commenta Alberto Ferrari, dirigente del liceo Scientifico Aselli.

“Credo sia necessario avere un significativo periodo di prova, prima di cambiare la situazione attuale. anche perché non è detto che tra due settimane non si ricomincino ad avere classi in quarantena”. Senza contare il problema dei trasporti: “Tornare a una presenza del 100% porterebbe a una pressione importante in quel settore, e difficilmente sarebbe garantito il distanziamento necessario”. Soprattutto considerando che con gli autobus pieni molti ragazzi devono stare in piedi.

Insomma, la linea del mondo scolastico locale “è quella della prudenza, anche perchè per noi è già significativo essere tornati al 50%, ed è importante non fare il passo più lungo della gamba”.

Dello stesso parere Simona Piperno, dirigente dell’Iss Ghisleri, secondo cui “I dati pandemici non ci danno delle garanzie sufficienti per una ripresa in sicurezza al 100%”. In primis, proprio per la questione trasporti, che anche ora, con l’afflusso al 50% “non è ancora completamente risolta, e i ragazzi hanno spesso lamentato disagi e insicurezza”.

“La ripresa già avviata al 50% rappresenta il giusto compromesso tra il diritto degli studenti di avvalersi della didattica in presenza e la tutela della salute” continua Piperno. “Non dimentichiamo che questi ragazzi dopo la scuola tornano a casa e in molte occasioni entrano in contatto con situazioni di fragilità, all’interno delle famiglie. Tanto che a noi non mancano richieste di didattica a distanza pur essendo la classe in presenza, proprio allo scopo di tutelare i conviventi fragili.

Dunque credo che una ripresa al 100% sia azzardo. Questo “regalo” come lo hanno definito, è inappropriato. Credo che la priorità debba essere quella di terminare l’anno scolastico in serenità”.

Laura Bosio

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