Cronaca
Commenta

Il volto politico
del coprifuoco

da Giulio Solzi Gaboardi

Egregio direttore,

se Cicerone aveva ragione, definendo la storia testimone dei tempi, luce della verità, nonché, com’è noto, magistra vitae, allora non possiamo non guardare con un certo sdegno a una parte di storia che si ripete.

La patina autoritaria del termine “coprifuoco” non può che rimandarci all’uso che ne venne fatto meno di un secolo fa: caduto il fascismo, i nazisti imposero nei territori italiani da loro controllati il coprifuoco, con l’intento di evitare azioni notturne dei partigiani. Con il 25 aprile alle porte, pare surreale che la sinistra, invece di incarnare quello slancio libertario e democratico che caratterizzò almeno una larga parte della Resistenza, si faccia paladina di misure che di democratico hanno ben poco.

Il ministro Speranza, nel suo straordinario libro “Perché guariremo” (“straordinario” perché un ministro della salute che, in piena pandemia, trova il tempo per dilettarsi nella nobile arte della scrittura, deve avere per forza di cose una qualche eccezionale virtù, se pur molto ben celata), abbia definito la pandemia come – cito – «un’opportunità unica per radicare una nuova idea della sinistra».

Parole che, oggettivamente, fanno gelare il sangue: se pensiamo alle decine di migliaia di morti causati dal Covid, è abbastanza terrificante l’idea che il ministro della Salute parli di questa tragedia come di una – cito ancora testualmente – «possibilità di ricostruire un’egemonia culturale». Si spiega, a questo punto, l’apparentemente immotivata ostilità che la sinistra da mesi (se non da sempre) dimostra nei confronti di piccole e medie imprese, liberi professionisti, partite IVA e di tutti coloro che non sposano la “giustizia proletaria”.

Salvini e la Lega al governo, quindi, combattono una battaglia ideologica, sociale e culturale che va molto oltre la scontata necessità delle riaperture e del ritorno alla vita, ma che concerne, soprattutto, un’idea di paese slegata dall’ossessione pseudo-marxista della sinistra italiana.

© Riproduzione riservata
Commenti