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"Il video di Grillo: sorprende, ma
non tanto, l'afonia dei 5 Stelle"

da Elia Sciacca

Egregio direttore, era prevedibile che dopo la invereconda sfuriata di Grillo dal tono intimidatorio verso la magistratura inquirente e verso i mezzi di informazione, Grillo si esibisse, in un video farneticante, scaricando la propria furiosa reazione davanti all’ipotesi che suo figlio potesse essere rinviato a giudizio per stupro. Il bersaglio polemico è stata la magistratura, nel tentativo folle di delegittimare e tentare volgarmente di fare passare il concetto che la giovane vittima fosse consenziente, classica mentalità maschilista, dura a morire, descrivendo il presunto stupro come una ragazzata.

Di questa meschina vicenda sorprende, ma non più di tanto, l’afonia dei 5 Stelle, vedi Fico, Di Maio ed altri big del movimento, che si sono eclissati nell’attesa che la vicenda venga dimenticata, prassi molto utilizzata dalla politica politicante, Italica. Inoltre spiccano per incoerenza soprattutto le donne pentastellate che non hanno proferito una parola di condanna verso il loro capo, padre e padrone.

Il movimento ha certamente contribuito all’istituzione del codice rosso, la legge 19 luglio 2019, n. 69 a tutela delle donne per atti persecutori e maltrattamenti, lasciando un margine di tempo per la denuncia di dodici mesi, termine ampiamente rispettato dalla denunciante. Per Grillo, però, il ritardo di 8 giorni era una prova che lo stupro non si fosse consumato, ma addirittura ha voluto far intendere che ci fosse un consenso al rapporto sessuale.

Prevedibile, dunque, che la vicenda potesse scavalcare gli aspetti giudiziari e prendesse una piega politica, oltre le aspettative. Infatti, la sottosegretaria alla Giustizia Anna Macina ha difeso la sfuriata di Grillo ed il video nel quale tenta maldestramente di proteggere il figlio, in realtà il leader politico ne ha pesantemente aggravato il ruolo, aiutato anche dalle dichiarazioni offensive nei riguardi delle donne da parte della moglie.

La sottosegretaria Macina ha sottolineato che Giulia Bongiorno, nel suo doppio incarico di senatrice della Lega ed avvocato difensore della ragazza, fosse in una posizione sospetta ed ambigua, ma la ministra della Giustizia, Cartabia, l’ha richiamata all’ordine, ricordandole il suo ruolo istituzionale.

Se poi analizziamo il caso della difesa sconsiderata per accreditarsi le grazie ed un posto al sole, nel panorama politico da parte dell’elevato Grillo, la Taverna e Toninelli, noti ultra-giustizialisti, ma solamente nei confronti degli avversari politici, c’è da rimanere sconcertati in quanto hanno difeso l’indifendibile Grillo per la grave vicenda che ha visto coinvolti 4 giovani, tra cui suo figlio.

Infine dovremmo tutti ricordarci che la difesa si deve esercitare all’interno del processo, e non per evitare di celebrare il processo, utilizzando impropriamente ed in modo aggressivo i media, per screditare la magistratura.

Elia Sciacca

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