Cultura

"Giallo a Cremona" al debutto,
Gabriella Genisi si racconta

Protagionista della prima puntata di “Giallo a Cremona” Gabriella Genisi, scrittrice pugliese. Durante la puntata condotta da Piero Brazzale è stato presentato l’ultimo libro dell’autrice “La regola di Santa Croce” secondo libro dedicato, dopo il grande successo delle indagini di Lolita Lobosco, a Chicca Lopez carabiniera salentina.  Nell’intervista con Paolo Regina, scrittore e regista, la Genisi ha raccontato che il personaggio di Lolita Lobosco è nato come alterego al femminile del commissario Montalbano di Andrea Camilleri.

“In Italia c’era un vuoto nella letteratura poliziesca italiana di figure femminili con un ruolo da protagonista. Così ho cambiato il canone letterario dando vita al commissario Lolita Lobosco”. Una serie di libri di grande successo da cui poi è nata anche una fiction sulla Rai interpretata dall’attrice Luisa Ranieri. La Genisi ha ricordato anche l’emozione di vedere il suo personaggio in tv: “Ho avuto l’impressione che il personaggio uscisse dalle mie pagine, ho trovato Luisa Ranieri perfettamente aderente alla mia Lolita”.

Dopo tanti anni dedicati alle indagini di Lolita Lobosco Gabriella Genisi crea il nuovo personaggio letterario di Chicca Lopez: “Spesso i lettori esercitano un transfer tra autore e protagonista. Mi identificavano con Lolita, la gente mi citofonava a casa per chiedere di risolvere problemi con i passaporti, i furti e ho capito che dovevo distaccarmi dalla Lobosco. Costruisco così Chicca Lopez a tavolino come negazione del personaggio di Lolita. La Lopez è completamente diversa, vive nel Salento, lavora nei carabinieri e non in polizia, indossa anfibi e non tacco 12, i due personaggi sono diversi anche come orientamento sessuale.”

La Genisi poi si è sottoposta “all’interrogatorio” nel “commissariato” di Nicoletta Tosato dove si è svelata un po’ ai suoi lettori. Gabriella sogna un casa tutta sua nel Marais a Parigi, le piace cucinare e adora gli spaghetti all’assassina, piatto tipicamente pugliese. Il libro che avrebbe voluto scrivere è un libro di poesie di Pedro Salinas “La voce a te dovuta”. Ecco infine gli oggetti che ha portato in studio per raccontarsi: una macchina da scrivere un tempo del suo papà, che le ricorda la sua infanzia quando giocava battendo i tasti. Una penna d’oro, regalo del fratello per la prima comunione. Due tracce seminate che hanno poi rappresentato il suo futuro da scrittrice. E infine una spilla cameo appartenuta alla nonna. Da quella figura di donna, già da piccola, osservando la spilla immaginava storie da raccontare.

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