Cronaca
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La chiesa di San Vincenzo
torna all’antico splendore

Nel pomeriggio di domenica 27 giugno si è svolta la presentazione del restauro della facciata dei Santi Giacomo e Vincenzo, la chiesa di via Palestro a Cremona per molti anni nascosta dietro i ponteggi. Al termine dell’incontro è stata poi celebrata la Messa presieduta dal vescovo Antonio Napolioni e accompagnata dal coro “Voci virili” di Cremona diretto da don Graziano Ghisolfi.

A presentare i lavori la professoressa Mariella Morandi che ha offerto ai presenti un’inquadratura storica dell’edificio sacro. All’incontro sono poi intervenuti Gabriele Barucca, della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Cremona-Lodi-Mantova, i restauratori Paolo Gaudenzi e Alberta Carena, Giovanni Musoni, titolare dell’azienda che ha svolto i lavori, e Franco Verdi per la Fondazione Cariplo.

Ad aprire l’incontro don Irvano Maglia, parroco dell’unità pastorale Cittanova, formata dalle parrocchie di S. Ilario, S. Agostino e Sant’Agata, di cui la chiesa di San Vincenzo è sussidiaria, il quale ha voluto esprimere la soddisfazione del completamento di questi restauri e ha auspicato che l’edificio possa tornare ad essere un luogo punto di riferimento per la pastorale scolastica vista la sua ubicazione, affiancata a molti istituti scolastici.

È stato poi il momento del saluto da parte di don Gianluca Gaiardi, incaricato diocesano per i Beni culturali ecclesiastici e l’Edilizia di culto, che ha riflettuto sul tema della tutela, della conservazione e della valorizzazione delle chiese che non vengono più utilizzate, com’è avvenuto per molti anni alla chiesa di San Vincenzo.

Nella sua esposizione storica la professoressa Mariella Morandi ha inserito la storia dell’edificio sacro all’interno di quella dello sviluppo della città di Cremona, ripercorrendo le tappe principali che hanno riguardato la chiesa, a partire dalla sua costruzione nel medioevo.

È stato poi il momento dei restauratori: l’architetto Paolo Gaudenzi ha illustrato il percorso seguito dai restauri, iniziati dalla sommità verso il suolo, con la spiegazione dei vari elementi modificati e aggiunti, mentre la restauratrice Alberta Carena si è soffermata maggiormente sulle caratteristiche pittoriche della facciata.

Giovanni Musoni, titolare dell’azienda che si è occupata del restauro, è quindi intervenuto per esprimere la sua gratitudine per aver potuto occuparsi del restauro di questo edificio religioso, chiesa che anche lui, da studente, visitava prima di entrare a scuola.

Gabriele Barucca, della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Cremona-Lodi-Mantova, ha voluto sottolineare come il tema del recupero delle chiese non è solo della Chiesa ma anche degli enti territoriali e dei privati, che hanno però molte difficoltà e la Sovrintendenza da sola non può fare molto. Ha quindi invitato i presenti a prendere coscienza di questo tema per far in modo che in futuro anche lo Stato possa occuparsi maggiormente del recupero e della conservazione dei molti edifici del nostro territorio che sono dei veri e propri gioielli artistici.

Infine, il prof. Franco Verdi, della Fondazione Cariplo ha riflettuto sul come la facciata di una chiesa può essere simbolo della Chiesa che guarda al mondo augurandosi poi che l’edificio possa ora riacquistare il suo valore all’interno della vita comunitaria.

Terminato questo momento a carattere culturale è seguito un momento spirituale con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Antonio che ha sottolineato: «Il Signore che non ha creato per la morte ma per la vita e ci ha donato l’universo da amministrare faccia di noi uomini e donne che custodiscono, restaurano abbelliscono e permettono così a chiunque abiterà la nostra terra di conoscere l’amore del Padre».

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