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Tariffa puntuale, Malvezzi: "Solo
complicazioni e nessun beneficio"

(foto di repertorio)

L’1 Settembre prenderà avvio la “misurazione puntuale” finalizzata all’applicazione della tariffa puntuale dei rifiuti. Una scelta “imposta dalla Giunta Comunale senza alcun confronto, né con i rappresentanti della minoranza, né con le forze di maggioranza”, secondo Carlo Malvezzi, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale.

“Nei mesi scorsi – aggiunge Malvezzi – abbiamo avanzato numerose proposte in Consiglio Comunale, tutte regolarmente respinte, per correggere un’impostazione che ha da subito manifestato gravi carenze e sottovalutazioni sul piano organizzativo, gestionale ed economico, a partire dalla capienza e dal numero di sacchi assegnati ad ogni famiglia indipendentemente dal numero dei componenti. Ma ancor di più abbiamo espresso perplessità e riserve in merito alla mancata esplicitazione, da parte della Giunta, degli obbiettivi qualitativi, quantitativi ed economici della fase cosiddetta fase “sperimentale”. Una scelta figlia dell’approssimazione che ha accompagnato questo percorso e del timore dell’Amministrazione Comunale di confrontarsi con i risultati che emergeranno alla fine del 2022”.

Per l’esponente di Forza Italia, nonostante “la grande confusione vi sono però alcune certezze: tutti i cittadini e le imprese dovranno convivere per settimane con un sacco ingombrante pieno di rifiuti indifferenziati (secco), senza ottenere in cambio alcun beneficio di tipo economico ed in caso di insuccesso del progetto la “colpa” sarà loro”. L’Amministrazione Comunale si è infatti “affrettata a dichiarare che, nonostante si intenda incrementare la raccolta differenziata, non vi sarà alcuna riduzione del costo del servizio per i cittadini, ai quali viene resa sempre più complicata la vita quotidiana”.

Se lo scopo dichiarato è quello di avviare al recupero una maggior quantità dei rifiuti (plastica, carta, vetro, alluminio, umido, ecc.), secondo Malvezzi “è logico attendersi che il costo di smaltimento della frazione indifferenziata si riduca in proporzione alla minor produzione”.  Sul piano organizzativo, continua il capogruppo, “è evidente che l’onere di differenziare i rifiuti è stato totalmente scaricato sui cittadini, costretti a crearsi un’isola ecologica nella propria casa”.

“Un’imposizione – è il ragionamento del consigliere di Forza Italia – che risulta ancor più problematica ed antigienica, se si considera che il 47% dei nuclei famigliari residenti nel centro storico è composto da una sola persona, spesso anziana, e che molte abitazioni non dispongono di cortili e balconi. Per rendere ancora più complicata la situazione, abbiamo appreso che a breve Linea Gestioni ritirerà dai locali rifiuti dei condomini i trespoli dei bidoni. I sacchi diventeranno facile preda di insetti e topi. E’ facile immaginare il caos che genererà questa scelta, oltre alle inevitabili ricadute sul decoro urbano della nostra città, già pesantemente compromesso dalla costante presenza sui nostri marciapiedi dei sacchi della raccolta differenziata.  Non era forse questo uno degli aspetti che meritavano una soluzione più adeguata?”

Anche la scelta di far pagare il servizio sulla base del numero dei sacchi smaltiti dalle famiglie, e non in base al loro peso, è “chiaramente iniqua e porterà a penalizzare intere categorie di cittadini. Il rischio che intravvediamo è che le palesi carenze del progetto che noi abbiamo necessariamente sintetizzato, portino ad un paradosso ambientale: la presumibile riduzione del quantitativo complessivo di rifiuto indifferenziato (secco) raccolto, sulla base della quale si pagherà la TARI, non corrisponderà ad un effettivo incremento della frazione di rifiuto differenziato avviato al recupero”.

“Già oggi – spiega –  la percentuale dei rifiuti differenziati che viene effettivamente riciclata è decisamente inferiore rispetto a quella raccolta a causa della presenza di una frazione “sporca” che, per le sue caratteristiche, segue il destino dei rifiuti indifferenziati. E’ più che probabile che proprio questa sezione “sporca” possa subire incrementi significativi”. Malvezzi quindi conclude: “Ma è proprio per impedire la possibilità di “misurare” il successo o l’insuccesso della sperimentazione che l’Amministrazione Comunale non sta rendendo pubblici i dati sulla raccolta dei rifiuti a Cremona e sui quantitativi avviati al recupero, preferendo dedicarsi alla propaganda e ignorando le molteplici lamentele che i cittadini stanno manifestando ogni qual volta ne venga data loro la possibilità”.

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