Cronaca

Pugno al primario, su risarcimento
non c'è accordo. Si va a processo

Non è stato trovato l’accordo risarcitorio tra le parti e dunque si va a processo. La vicenda è quella di un papà che dopo aver saputo che la sua bimba era nata morta aveva sferrato un pugno al primario del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Cremona Aldo Riccardi, che aveva sporto querela. Antonio, il papà, è accusato di lesioni, violenza privata, danneggiamento e soppressione, distruzione o occultamento di atti pubblici, in questo caso della cartella clinica.

Il primario Riccardi

Da parte dell’imputato, che ha ammesso di aver sbagliato, era stata avanzata, attraverso il suo legale, l’avvocato Marcello Lattari, una volontà  risarcitoria, ma non è stato raggiunto l’accordo. Il medico, parte civile attraverso l’avvocato Luca Curatti, aveva chiesto 10.000 euro di danni, mentre l’Ordine dei medici di Pavia, al quale il primario è iscritto e che la scorsa udienza si è costituito parte civile con il legale Massimiliano Caffetti, aveva chiesto un risarcimento di 15.000 euro, di cui 5 per danni morali e il resto per le lesioni.

Troppo, per l’avvocato Lattari, che oggi ha annunciato al giudice di voler affrontare il processo. La prima udienza è stata fissata al 19 maggio. Su richiesta della difesa, è previsto anche l’esame dell’imputato.

L’avvocato Curatti e il collega Caffetti

Il 3 gennaio del 2019 Antonio avrebbe dovuto diventare padre per la prima volta. Ma la sua bimba era nata morta e quando gliel’avevano comunicato, sconvolto, aveva dato in escandescenze. Urlava ed inveiva. L’ostetrica aveva chiamato il primario che in quel momento era nel suo studio. Quando Riccardi aveva raggiunto l’esterno del reparto per domandare cosa fosse successo, era stato investito dalla furia di Antonio, che gli aveva sferrato un pugno al volto, rompendogli gli occhiali.

Nessuna reazione da parte del medico, ma si era stati costretti a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

L’avvocato Lattari

Riccardi aveva riportato una prognosi di 7 giorni. L’imputato aveva anche occultato parte degli originali della cartella clinica del ricovero della moglie.

A processo per omicidio colposo per la morte del feto è la ginecologa Alessandra Scarpa che aveva seguito la gravidanza di Nicoletta, moglie di Antonio. Il procedimento nei suoi confronti riprenderà il prossimo 4 marzo.

Sara Pizzorni

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