Cronaca

Mano nella porta, archiviate
le accuse per la sindaca Bonaldi

Il gip ha accolto la richiesta di archiviazione della procura per la sindaca di Crema Stefania Bonaldi, finita sotto indagine per lesioni colpose in merito all’incidente accaduto il 16 ottobre del 2020 ad un bambino rimasto ferito ad una mano all’asilo nido comunale di via Dante.

Ad annunciare  l’archiviazione è stata la stessa sindaca con un comunicato nel quale  spiega che il gip, condividendo le argomentazioni del pm, afferma che nei miei confronti “non è stata individuata alcuna condotta omissiva in rapporto causale con le lesioni subite dal piccolo”, né è stato possibile configurare in capo alla sottoscritta “una colpa specifica o generica, soprattutto considerato che, non essendo a conoscenza della concreta organizzazione degli spazi dell’asilo nido comunale, funzionali alla suddivisione in ‘bolle’ (e a fortiori della presenza di una porta tagliafuoco in una delle aule)” non era da parte mia “prevedibile né evitabile quanto accaduto”.

Come ho ripetuto in numerose occasioni, la mia principale preoccupazione, come madre, era costituita dalle possibili conseguenze per la salute del bambino e per lo stato d’animo dei genitori, provati da questo spiacevole episodio. Sono, però, sempre stata molto serena rispetto al procedimento penale nei miei confronti e al suo possibile esito, e oggi sono felice di poter mettere la parola fine a questa mia vicenda giudiziaria.

Mi sono impegnata a denunciare, insieme ad ANCI, ALI Autonomie ed i loro presidenti, Antonio Decaro e Matteo Ricci, che ringrazio di cuore, insieme ai tantissimi colleghi e colleghe che mi hanno espresso da subito solidarietà, il paradosso della responsabilità dei sindaci. I quali, appunto, in mancanza di una adeguata disciplina normativa e tutela giuridica, possono essere chiamati a rispondere per tutto ciò che accade nel perimetro del proprio Comune e del proprio Ente, solo in funzione del ruolo e prescindendo da un nesso di causalità reale con gli accadimenti.

Una denuncia che, al di là delle dichiarazioni di intenti di tutto l’arco parlamentare, non ha ancora trovato una precisa e puntuale risposta normativa, con la conseguenza che i sindaci e le sindache restano, al momento, ancora alla mercé di imputazioni per fattispecie assimilabili alla “responsabilità oggettiva”, non tollerabili e particolarmente ingiuste.

Ciò che auspico è, quindi, che l’intervento del legislatore non tardi ad arrivare, per fare sì che la carica di Sindaco, una meravigliosa occasione di servizio, si possa svolgere all’interno di confini normativi precisi e rispettosi di tutti i soggetti.

In caso contrario troveremo sempre meno candidati disposti alla roulette russa della sindacatura, questo andrà a scapito del buon governo delle nostre comunità e in ultima analisi di quello nazionale, dal momento che la salute e la buona amministrazione delle comunità locali è la precondizione per quella degli enti superiori e del Paese nel suo complesso”.

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