Cultura
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"Controfumetto": a Palazzo Fodri
in mostra Pablo Echaurren

Viene inaugurata oggi, giovedì 10 giugno, nell’ambito del Porta aperte Festival, la mostra “Controfumetto”, dell’artista di fama internazionale Pablo Echaurren, allestita presso la galleria Pqi, a Palazzo Fodri a Cremona, e curata da Carlotta Vacchelli, postdoctoral fellow del Max Planck Institute for Art History-Bibliotheca Hertziana. L’esposizione sarà visitabile fino al 10 luglio.
“La mostra si concentra su un aspetto particolare dell’opera di Echaurren, ossia il rapporto tra pittura e fumetto” spiega la curatrice. “Lui ha partecipato al mondo fumettistico intorno agli anni 80, diventando un punto di riferimento. Ha pubblicato anche nelle principali riviste di fumetti e ha militato nell’area creativa del Movimento del ’77, pubblicando anche su riviste underground del movimento stesso”.

Echaurren rappresenta un caso-studio per l’evoluzione del fumetto, in quanto fu uno dei primi artisti italiani a comprendere le potenzialità espressive del fumetto. “La sua importanza viene rappresentata da alcuni episodi in mostra: fumetti seriali, ma anche lavori pubblicati come graphic novel” racconta la curatrice. “Ma se il fumetto è visto da Echaurren come un sistema per disseminare la propria arte, in mostra ci sono anche una serie di sui quadri, in cui si vede come il progetto entra nella sua pittura, come si vede da una serie di dipinti fatti tra gli anni ’90 e il 2010”.

Dunque per Echaurren questa mostra rappresenta un importante ritorno al passato: “Ho smesso di fare i fumetti da quasi 30 anni e per tutto questo tempo nessuno si è mai ricordato di questa parte della mia opera” sottolinea l’autore stesso, presente a Cremona in occasione dell’inaugurazione. “Ora questa mostra mi riporta a una giovinezza ormai sfumata”.

Ma non sempre il passato regala ricordi felici: “Di quel periodo ricordo entusiasmi non corrisposti” racconta. “Pensavo che il fumetto potesse essere il modo per connettere segni di un certo tipo a mondi più popolari e meno elitari, ma mi sono accorto che anche il mondo del fumetto aveva questa pretesa di elitarismo, e per questo non ci siamo incontrati”.

La mostra, diventa quindi, per lui, l’importante riconoscimento a posteriori di un’attività artistica che oggi è presa come esempio da molti fumettisti. “In fondo tutto quello che facciamo è fatto per i posteri, ed è bello sapere che oggi i miei posteri mi considerano un loro antenato” conclude Echaurren.

Laura Bosio

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