Cronaca

Gaia, l'appello della famiglia:
"Chi l'ha vista si faccia avanti"

A due settimane di distanza dalla scomparsa di Gaia Randazzo, la 20enne estetista palermitana residente con la famiglia a Paderno Ponchielli, frazione Acqualunga Badona, sparita dal traghetto “La Superba” di GNV partito da Genova alle 23 di giovedì 10 novembre e arrivato al porto di Palermo venerdì verso le 20, intervengono i genitori, Rocco e Angela, in forte apprensione per la sorte della loro figlia. I genitori di Gaia, attraverso una nota, fanno sapere che la pista del suicidio, la più accreditata dagli inquirenti, non è l’unica da approfondire, in quanto la 20enne non aveva
mai manifestato alcun proposito del genere, e la sera stessa della partenza, poco prima di salire a
bordo della nave, ha inviato alla sua famiglia un messaggio vocale nel quale appariva serena.

Mamma Angela e papà Rocco aggiungono anche che Gaia non aveva alcuna ragione per togliersi la vita: aveva tanti progetti per il futuro del tutto incompatibili con un proposito suicida e li aveva anche comunicati ai propri genitori. Stava anche studiando per prendere la patente di guida. I familiari negano che la giovane fosse sofferente per la fine di una relazione sentimentale: era stata proprio lei a decidere di interromperla.

A questo punto i genitori di Gaia si chiedono se qualcuno, a bordo del traghetto, ricordi di averla vista durante la navigazione, da sola o in compagnia di qualcuno, e rivolgono il loro accorato appello a tutti coloro che potessero riferire qualcosa a proposito di Gaia di contattare le forze di polizia.

Gli avvocati Aldo Ruffino e Paolo Grillo, incaricati dalla famiglia, sono convinti che “la diversificazione delle piste investigative sia di fondamentale importanza per ritrovare Gaia e ricostruire quanto accaduto durante quella notte, al fine di accertare se la sua scomparsa sia da attribuire ad una tragica fatalità, oppure alla eventuale responsabilità di soggetti terzi”.

I due legali e i familiari di Gaia ripongono la loro massima fiducia nell’operato degli inquirenti, coordinati dalla Procura di Palermo.

S.P.

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