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Tamoil, Pasquetti: "Ricostruzione
Pizzetti oggettivamente infondata"

"Non si è ancora accorto della mucca nel corridoio"

Continua a tenere banco il tema Tamoil nel dibattito pubblico cremonese. Dopo la decisione del Comune di chiedere un risarcimento di 40 milioni e le critiche di Lapo Pasquetti (Sinistra per Cremona) aveva ammesso che il Comune sbagliò a non costituirsi parte civile. Un commento che l’esponente ed ex parlamentare dem Luciano Pizzetti aveva criticato. Ora Pasquetti dice di aver letto “con stupore la replica piccata dell’onorevole Pizzetti e, in quanto basata su una ricostruzione dei fatti oggettivamente infondata e contenente una surreale critica al partito che rappresento” e di ritenere “necessario replicare in maniera sintetica per ristabilire una realtà volutamente manomessa”.

“L’accordo tra Tamoil, parti sociali, ministero e ente locale – ricosturisce il capogruppo di Sinistra per Cremona in Consiglio comunale – risale al 2 aprile del 2011. Il processo penale, nel cui contesto non si costituì parte civile il Comune di Cremona, nonostante il rinvio dell’udienza preliminare concesso dall’allora GIP dott. Guido Salvini, proprio per consentire al Comune, rimasto inspiegabilmente assente, di costituirsi parte civile, iniziò nel 2012, un anno dopo la sigla di quell’accordo, senza che peraltro Tamoil avesse messo in atto gli impegni di bonifica dell’area (tutt’ora non avviati)”.

Pasquetti quindi prosegue: “La costituzione di parte civile in quel processo pertanto sarebbe servita per garantire l’adempimento degli impegni di Tamoil e non avrebbe fatto saltare alcun accordo, a meno che nello stesso si fosse pattuita la rinuncia del Comune di Cremona all’esercizio dell’azione risarcitoria pena la risoluzione dello stesso; clausola risolutiva che, qualora fosse stata effettivamente pattuita, sarebbe stato un fatto estremamente grave per non aver coinvolto il Consiglio Comunale.  Evidentemente non è stato così, atteso che l’amministrazione comunale, prima attraverso l’azione surrogatoria popolare del cittadino Gino Ruggeri e successivamente in prima persona nel giudizio di appello e nei successivi gradi di giudizio, si è costituita parte civile senza che l’accordo in questione sia saltato, come in malafede ritiene l’onorevole Pizzetti. Circa il milione di euro di provvisionale ottenuta dal Comune grazie alla costituzione di parte civile in quel processo – prosegue -, la somma è stata incamerata dal Comune e messa a bilancio dal 2019 in un fondo vincolato per la bonifica ambientale, prudenzialmente ancora non impiegata proprio perché ancora di natura provvisionale.

“Da ultimo – conclude -, devo fermamente respingere al mittente le illazioni lanciate verso la sinistra di cui mi onoro di far parte, definita spregevolmente “sinistra salottiera in pantofole”. Personalmente, io non ho mai frequentato “salotti buoni” ad eccezione di quello di casa mia. Voglio ricordare a Pizzetti che la mia Sinistra è quella ad esempio che ha fondato e sostiene il progetto di “Mediterranea”, che sostiene la necessità di una patrimoniale per reperire risorse da investire per il futuro dei giovani e ridurre le differenze, che sostiene le lotte dei lavoratori contro il precariato e lo sfruttamento mentre la sinistra di Pizzetti è quella che ha abrogato l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, è quella dei decreti Minniti e che si oppone alla patrimoniale, è quella della fallita riforma costituzionale ecc…, tanto per dire. Il risultato elettorale delle ultime politiche dovrebbe far riflettere l’onorevole Pizzetti e la sua parte politica, piuttosto che la mia, ma evidentemente Pizzetti non si è ancora accorto della mucca nel corridoio”.

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