Cronaca
Commenta

Valanga in Val di Fassa: non ce l'ha fatta
il cremonese Alessandro De Marchi

Il giovane è morto nel pomeriggio di lunedì. Il drammatico racconto dell'amico

Non ce l’ha fatta il cremonese Alessandro De Marchi, rimasto sepolto sotto due metri di neve per la caduta di una valanga in una laterale della Val di Fassa, nella zona del rifugio san Nicolò nel comune di Pozza di Fassa. Intanto emergono i particolari della drammatica escursione ad alta quota di sabato scorso 10 dicembre.

De Marchi

Raggiunto da Bresciaoggi, a parlare è Arturo Tomiello, 24 anni, originario di Schio e residente a Trento. Trascinato per 300 metri e rimasto semi sepolto dalla neve, il giovane è riuscito a liberarsi e a lanciare l’allarme al 118, iniziando al tempo stesso, in prima persona, a cercare il cremonese che faceva loro da guida.

“La fortuna ha giocato un ruolo importante, ma anche i corsi che avevo frequentato, in cui s’insegna come comportarsi in caso di valanga, sono stati utili”, dice Tomiello.

“Stavamo salendo – continua l’intervista su Bresciaoggi –  quando ad un certo punto ci siamo allontanati tra di noi, anche per una questione di sicurezza, e abbiamo acceso gli Arva (apparecchio che rilascia onde in grado di rivelare la posizione di una persona sepolta sotto la neve, ndr).  Eravamo in 3, davanti, uno più lontano, Alessandro e io. D’improvviso, ho sentito un rumore dall’alto, ho alzato gli occhi e ho visto la neve che ci arrivava contro. Quando sono stato investito dalla valanga, ho fatto il possibile per stare nella maniera più dritta e stabile possibile. So come comportarmi, il fatto di aver fatto dei corsi e di essere riuscito a mantenere la calma in quel momento mi ha aiutato a stare a galla. Ho tenuto in basso gli sci e aperto le gambe per avere stabilità, ho tolto le racchette che altrimenti mi avrebbero spezzato i polsi e ho tenuto le mani davanti al viso per avere una bolla d’aria nel caso fossi rimasto sepolto. In certi momenti andavo sotto con la testa, vedevo tutto blu, poi riemergevo, è durato una ventina di secondi. Siamo stati trascinati per 300 metri, era come un fiume”.

Un altro dei ragazzi è finito contro un albero, riportando alcune contusioni, mentre il resto del gruppo si trovava fuori dal fronte della valanga.

Tomiello è stato trasportato all’ospedale di Cavalese, dal quale è stato dimesso domenica con una prognosi di una settimana. De Marchi, che prima dell’escursione era passato a salutare i parenti di Bassano, che ieri lo hanno raggiunto in ospedale, è invece deceduto.

© Riproduzione riservata
Commenti