Lettere

Raddoppio RFI a Pizzighettone
Il Comitato risponde a Bergamaschi (Maleo)

da Marco Buccellé

Caro direttore,

Come gruppo di promozione della raccolta firme ci sentiamo presi in causa dai commenti fatti dal Consigliere del comune di Maleo Francesco Bergamaschi e pertanto ci sentiamo in dovere di ribattere, lo dobbiamo infatti alle oltre 1300 persone che hanno sostenuto le nostre osservazioni e lo facciamo con lo stesso principio di migliorare il progetto di fattibilità tecnico economica presentato.

Premettendo che non ci interessa entrare in eventuali litigi tra le amministrazioni, continuiamo a non capire le REALI motivazioni, e i REALI interessi, che spingono l’amministrazione comunale di Maleo a osteggiare così fortemente la proposta di variante, che non avrebbe alcun impatto sul centro abitato ma solo in una zona periferica a vocazione quasi totalmente agricola con un saldo netto di consumo di suolo pressochè nullo.
Le osservazioni finora presentate sembrano essere più proclami da campagna elettorale (in stile “mai nel mio territorio” e “mai nel mio mandato”) che dichiarazioni fatte dalla politica, quella vera, concentrata sul bene della città e del territorio. Proclami che non guardano alla pubblica utilità di un opera parte di un progetto europeo di trasporto merci e che dovrà rimanere sul territorio almeno per i prossimi cento anni.

Abbiamo già puntualmente dato il nostro parere alle osservazioni inserite nella delibera del consiglio comunale di Maleo ora vorremmo soffermarci dal commento del suddetto consigliere diramato mezzo stampa e sul proprio profilo social.
Il focalizzarsi sul fatto che la linea debba rimanere sull’attuale sedime del 1866, alla stregua delle altre osservazioni finora presentate, ci pare più una motivazione alquanto discutibile per diverse ragioni:
il territorio in 158 anni è notevolmente cambiato: i centri abitati si sono espansi e le esigenze sono totalmente differenti (lei vivrebbe oggi in una abitazione senza energia elettrica, acqua corrente, linea telefonica e linea internet?)
i mezzi di locomozione su ferro sono cambiati: la velocità media con cui si muoveva un treno a vapore sulla nostra linea era di 50-60 kh/h mentre oggi è più che raddoppiata, pensiamo quindi a tutte le implicazioni di sicurezza che comporta avere una linea ferroviaria che attraversa un centro abitato, con abitazioni a pochi metri da essa (le cronache dei recentissimi incidenti ferroviari ne sono testimonianza)
– eseguire l’opera di raddoppio sull’attuale sedime in un territorio come quello di Pizzighettone (ricordiamo definito cruciale nelle relazioni di RFI stessa) è tecnicamente più complesso e più lento nella tempistica di realizzazione, avendo maggiori interferenze con strade, abitazioni e servizi.
La proposta di variante consentirebbe quindi anche di ridurre le tempistiche di chiusura della linea e diminuire i disagi dei pendolari.

La contrarietà del consigliere Bergamaschi come egli stesso ha dichiarato è finalizzata anche al poter evitare a Maleo la presenza di un viadotto, tuttavia ci sentiamo in dovere di segnalare che l’eventuale viadotto (che potrebbe anche non necessariamente essere tale in quanto potrebbero anche trovare altre alternative) insisterebbe su un territorio già recentemente modificato dalla deviazione della SP234 che fino a pochi anni fa (non era il 1866) attraversava il centro abitato di Maleo.
Deviazione voluta anche dal comune di Maleo per tutelare, giustamente, i suoi cittadini e che ha comportato consumo di terreno agricolo e importanti opere infrastrutturali per le quali non si sono sollevate tante polemiche come in questa occasione.

Infine ci sentiamo di concordare con il consigliere Bergamaschi sul fatto che è necessario che qualcuno, analizzando e pesando i contributi finora presentati, “debba necessariamente fare sintesi in virtù del preminente interesse superiore” che noi riteniamo essere, su tutti, la salvaguardia della vita delle persone.

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